TrendIl latin drama di Willy Chavarria
Un respiro chicano per un tailoring rilassato, tra sportswear e sensualità. Il designer porta in passerella atleti, attori e musicisti dai visi con forte personalità e in scena vanno Romeo Beckham pronto al debutto cinematografico con il film Forty love e la stilista Bella Freud

La luce soffusa ammorbidisce l’atmosfera dello show firmato Willy Chavarria, rende tutto più soft in quella costruzione di cemento modernista che è lo spazio Niemeyer, nella sede del partito comunista francese. La cupola che dell’esterno ricorda il ventre di una donna incinta, al suo interno è un gioco di curve e di decorazioni design, con quella moquette verde che sembra un prato. E al centro arriva un piccola orchestra essenziale. Archi e violini, semplici, per intarsiare una melodia che vibra di romanticismo, che infonde alla sequenza di modelli e modelle un tratto dramatic. Forme morbide per i completi, magliette indossate solo parzialmente, camicie aperte a far vedere il fisico tatuato, un po’ da pugile. Con la vita bassa dei pantaloni che si aggrappano sull’underwear esibito.

Sono visi dall’intensità forte, molto latini, sarà anche l’atmosfera che trasforma in un duro anche Romeo Beckham, che si appresta a diventare attore. Interpreterà una storia d’amore gay nel mondo del tennis nella pellicola Forty love, diretta dal fotografo di moda Pierre-Ange Carlotti con protagonisti Paul Kircher, Guillaume Canet, Benjamin Voisin e Catherine Deneuve. E intanto il figlio di David e Victoria Beckham sfila per Chavarria davanti a un parterre dove spiccano anche Maluma e Haider Ackermann che parlano fitto fitto. Ma tutto il cast non è scelto a caso, asseconda quella vena immaginata da Chavarria che va sotto il nome di Comunión, nome della collezione. Vanno inscena attori e atleti, ma anche visi noti come Farida Khelfa. «Ogni capo, ogni borsa, ogni scarpa è stata progettata con calore», ha spiego lo stesso designer, «c’è un senso di gioia nel vedere la luce. Ci rendiamo conto che la storia ci ha mostrato quale forza possediamo quando ci uniamo per fare del bene. Questa è la gioia e l’ispirazione che ogni look racchiude. Siamo sicuri di noi, gentili e forti». Pur essendo innegabilmente chicana nello spirito, la collezione ha una portata universale.

Ancora una volta, Chavarria attinge al proprio universo di riferimenti e alla propria sensibilità, reinterpretando lo stile in una chiave moderna, audace, sicura di sé ed elegante. Richiamando alla memoria i luoghi che chiamiamo casa, colori e stampe evocano il comfort dei nostri rifugi. Le pareti sbiadite della cucina, i fazzoletti con monogramma ricamati a mano riposti nei cassetti, le vivaci fantasie floreali che ricordano federe, tende e tovaglie. Una sorta di analisi, anzi autonalisi. E in fondo a sfilare, tra i modelli, un altro viso che si conosce. Quello di Bella Freud, pronipote dell’inventore della psicoanalisi Sigmund Freud, già stilista e adesso protagonista di un fenomeno social con la sua Fashion neurosis.

Giudizio. Continua lo storytelling di successo del designer, che guarda sempre alle sue radici ma evolve, si rende più morbido pur mantenendo un gusto personale. Sarà anche il successo che ha riscontrato con la collezione realizzata con Adidas o l’operazione effettuata con Zara, il suo linguaggio caldo e potente conquista il pubblico. (riproduzione riservata)
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