TrendIl Gucci romance sfila a Londra. Nel front row Kate e Lila Moss
Sabato De Sarno porta la collezione cruise 2025 alla Tate modern della capitale inglese. La ambienta in un allestimento di piante come in un’oasi. Tra accessori giganti, scamosciato seventies e tailoring british, con un finale di abiti leggeri plissettatti dal sapore decisamente couture

The power of love. I Frankie goes to Hollywood cantano nel loop finale sintetizzando quel vibe che permea la collezione. «Fare moda significa studiare, esplorare, interpretare. Dopo aver espresso le mie idee in materia di desiderabilità e sensualità, questo è un altro lato di me stesso, più romantico, più contraddittorio».

Così Sabato De Sarno incomincia a raccontare la sua avventura a Londra, dove svela la sua prima collezione cruise all’interno di un luogo simbolo, la Tate modern. E in fondo la capitale inglese si fonde con il Dna della maison toscana del gruppo Kering. A partire dal Savoy, l’hotel dove il fondatore Guccio Gucci aveva iniziato a lavorare nel celebre ascensore dove trasse l’ispirazione per creare le valigie della doppia G. Ma i cerchi si chiudono sulla scena, davanti a quel parterre con una alta carica di celebrity.

Da Demi Moore e Dua Lipa, passando per Kate Moss e la figlia Lila. La fusione ha inizio. Tailoring inglese, quadrettati british, citazioni equestri mescolati a uno scamosciato che fa sposare la Swinging London, la borghesia della Regina con le queen di Ibiza e qualche touch di frange hippy, per un fascino alla Jane Birkin con quei capelli lasciati naturalmente agitati da vento. Fiocchi leggeri e chocker di perle con chiusura a moschettone, ballerine con il morsetto e margherite selvagge che dalle fantasie diventano elementi di ricami tridimensionale. Tra denim rilassato, camicia morbide e caban tecnici, in un’oscillazione da sexy e sensuale, con underwear svelato e abiti plissettati aerei dalla mano couture. Conditi da nuovi accessori che amano il gigantismo.

Se dalle prime sfilate firmate dallo stilista campano avevano debuttato bag in formato mini, ora spazio a borse che avvolgono e quasi proteggono come scudi. Tra le Jackie maxi spuntano anche riedizioni delle Blondie. Un nome che non passa mai inosservato. E in sala ecco che si svela la presenza proprio di Debbie Harry mentre la colonna sonora cita la sua Heart of glass rimixata.

«Esplorare una direzione creativa significa entrare in uno spazio pre-esistente e farlo vedere attraverso i tuoi occhi, passando di sala in sala al fine di rimodellare l’edificio», ha continuato Sabato De Sarno, «Abbiamo scelto Londra per la sfilata cruise, sapendo che era la scelta giusta. Devo molto a questa città che mi ha accolto e ha saputo ascoltarmi. Lo stesso vale per Gucci, il cui capostipite fu ispirato dalla sua esperienza in questa città.

Il ritorno della maison è motivato dal desiderio di immergerci nell’essenza inconfondibile, nella forza creativa della città, con la sua infinita capacità di mettere in relazione i contrasti e di farli dialogare, incoraggiando la co-esistenza. Siamo qui oggi per celebrare questo spirito». In quella location che muta per un giorno e diventa un’oasi verde che si scontra con fare brutalista contro il cemento che profuma d’arte.
Giudizio. Cambiare un po’ ritmo fa bene anche per dare una dimensione più precisa, una strada che aiuti il corso della maison. Bella l’introduzione del denim che porta in una dimensione rilassata e apre doors verso nuove possibilità vestimentarie. Il percorso intrapreso con più ispirazioni affiancate e meno intransigente è una via da seguire e aiuta a far nascere una storia nella testa di chi guarda. Gli accessori macro fanno già gola, non hanno bisogno di presentazioni. (riproduzione riservata)