TrendDark glamour per Prada
Il dossier Versace? «È sul tavolo di tutti» dice Miuccia Prada, che insieme con Raf Simons forgia una silhouette tra divisimo ed effetti raw. Portando in passerella i contrasti di abiti a sacchetto e pellicce sotto plastica, colli furry architettonici e gonne sospese in vita
Non si sfiorerà mai quella pelliccia che sembra uscita da un armadio dei ricordi. Grande, avvolgente, ma intoccabile, lucida, laminata con uno strato trasparente, plastificata. Inganna lo sguardo come tutta la collezione firmata Prada, che racconta della collisione di stilemi della femminilità pronta a una nuova dimensione. Perfezione e sperimentazione, assoluto e relativo, divismo versus primitivo. Fiocchi che increspano le superfici. Grandi bottoni sui tubini. Abiti a sacchetto. Sopracciglia disegnate con una riga nera netta da star come Bette Davies o Joan Crawford.
«Ci sentivamo istintivamente attratti dal glamour e dal suo legame con la femminilità. Ci siamo chiesti: che cosa si intende con femminile? A noi interessano particolarmente quelle domande, che ci permettono di aprire nuove discussioni», hanno spiegato a MFF Miuccia Prada e Raf Simons, menti creative della fashion house milanese. «C’è un’idea di liberazione. Liberazione totale. Se pensiamo agli archetipi della bellezza femminile, ci sono molte restrizioni del corpo, qui è libero. E anche le idee possono essere liberate». Il soundtrack tiene con il fiato sospeso, con un ritmo elettro-thriller firmato Senking, produttore e dj tedesco che si muove tra quelle sonorità profonde e sensuali fuse con il feeling della collezione.
Una sinfonia che incorona un raw glamour, crudo tra tagli lasciati imprecisi e increspature sulla pelle. Con cappotti che si muovono con grandi colli furry ampi e scultorei da star hollywoodiana alternati a effetti piega cassetto e suggestioni del non finito. È un ritmo di collisioni, top impalpabili come swimwear e gonne sospese in tessuti lanosi pesanti, volume liberati e silhouette strette da un laccio in vita, effetti pijama e maglioncini con pendenti-portafortuna, stampe floreali con intensità acidulate e décolleté dalle cuciture a rilevo come appena suturate. Con quei capelli che non obbediscono a nessun diktat, sfuggono ribelli a qualsiasi elastico come legati all’ultimo secondo. Liberi.
Giudizio. Glamour è una parola che potrebbe avere una qualche assonanza anche con un certo mondo, quello della Medusa. E nel backstage la domanda fatidica sul dossier Versace. «È sul tavolo di tutti», risponde la stessa Miuccia Prada, che assieme a Raf Simons dimostra ancor una volta la grande forza creativa e l’estetica vincente di Prada, con un potenziale della maison e del gruppo su cui viene naturale concentrarsi come racconta anche il ceo Andrea Guerra. La sfilata è fatale, colpisce e fa centro. Ben bilanciata, limata nei look, aperta a contaminazioni che esaltano i singoli pezzi. Con un colpo d’occhio d’insieme dark e suggestivo. (riproduzione riservata)