TrendIl giardino di metallo firmato Rabanne
Julien Dossena rilegge i codici della maison con un linguaggio ultra-moderno. Affiancando pelle, metalli e pattern floreali che si fanno racconto di una leggerezza strutturata e sperimentale
Rabanne porta in scena una primavera-estate 2026 materica, che reinventa i codici della maison senza mai tradirne l’allure. Le texture spaziano dalla pelle ai tessuti tecnici, fino ai dettagli metallici che, con il loro tintinnio, trasformano ogni movimento in melodia. Per Julien Dossena la leggerezza si fa manifesto e il gioco materico è continuo: pattern floreali, cristalli e applicazioni tridimensionali impreziosiscono le silhouette.
I volumi si amplificano con maxi cinture dalle fibbie esagerate, gonne scultoree effetto origami e mini dress con frange che richiamano l’estetica clubbing. Tartan e micro quadretti riportano alla tradizione, ma l’effetto resta sempre playful e contemporaneo.
La palette è sorprendente, dal nero al turchese, fino al giallo e all’arancio, senza dimenticare il verde e il blu declinati in diverse tonalità. Nei look emerge un continuo gioco di contrasti: le linee scivolano dal rigoroso al fluido, dai corsetti strutturati ai drappeggi leggeri.
Le cromie alternano bagliori metallici, stampe floreali e pop touch, mentre l’uomo veste camicie over, pantaloni stretch e inserti gioiello, che flirtano con lo streetwear. Le gonne balloon color oro e argento diventano i veri statement piece.
Giudizio. Rabanne osa, diverte e sorprende. Una collezione che suona, letteralmente, al ritmo dei suoi dettagli. In un’epoca in cui la moda è alla spasmodica ricerca di nuove forme d’espressione, Dossena conferma che la leggerezza può essere couture e l’avanguardia, se ben dosata, un classico. (riproduzione riservata)