TrendIl gesto politico di Fabio Quaranta
Per la sua fall-winter 2025/26 il creativo propone ancora una volta un progetto di curatela, Urania, che vuole sensibilizzare il pubblico sull’utilizzo dei capi. E così gli abiti si trovano sul pavimento, catalogati come delle prove di una scena del crimine, in una fase di mezzo tra il loro utilizzo passato e quello che gli riserva il futuro
Fabio Quaranta svela un’iniziativa di sensibilizzazione dei capi. La settima edizione del progetto Urania, che fonde moda, arte musica e design, comprende pezzi del guardaroba militare, contadino, religioso e sartoriale. L’iniziativa, in occasione della Milano fashion week, trasforma un intero spazio, dominato dal bianco, in un allestimento monocromo in cui le vesti giacciono sul pavimento.
«The world is full of clothes, more or less interesting, we do not wish to add more», recita una nota. Quindi nella stanza ogni pezzo, rigorosamente underwear bianco, è accompagnato da un numero per evocare l’immagine inquietante di una scena del crimine. Le vittime sono visibili e catalogate una per una. Questi abiti sono avanzi lasciati da corpi e che aspettano di essere vissuti da nuovi. Esprimono la fragilità, il bisogno di cura e un potenziale di trasformazione.
Il pubblico si muove tra i capi, attraversando uno scenario che invita alla riflessione. La fragilità della moda riflette quella della società e dell’ambiente. Ogni intervento, ogni capo riutilizzato è un atto di coscienza, una resa che crea consapevolezza, ogni abito incontrerà un nuovo corpo, un significato nuovo. L’archivio è quindi in movimento, aggiornato nel tempo, con capi che ne escono e acquisiscono un nuovo significato e quelli futuri che passeranno da oggetti di utilizzo a elementi di riflessione.
Per ogni edizione del progetto vengono inoltre realizzate delle custodie che preserveranno l’integrità futura dell’item. E inoltre, per la prima volta, è stato ideato e realizzato un odore per i capi.
Urania è un pensiero e un gesto ecologico, politico, estetico e riflessivo. Dopo trent’anni di selezione e curatela, oggi questi pezzi assumono un nuovo significato. Questo atto richiama la cultura della produzione non creativa, una filosofia che Fabio Quaranta ha sempre perseguito nei suoi lavori. (riproduzione riservata)