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Il fiore e la luce reinterpretati da Taakk

Petali dipinti, drappeggi e ricami a cordoncino traforati. Tra l’ossessione per Irving Penn e il tempo che sfiorisce, Takuya Morikawa trasforma il familiare in qualcosa di mai visto prima

di Donato D’Aprile (Parigi)
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Un look Taakk spring-summer 2027 (courtesy Taakk)
Un look Taakk spring-summer 2027 (courtesy Taakk)

Durante la penultima giornata di settimana della moda parigina, Taakk va in scena sotto le volte in pietra di una cripta. Per la primavera-estate 2027, Takuya Morikawa parte da due ossessioni di sempre. I fiori e le fotografie di Irving Penn. Dai primi eredita quel germogliare e sfiorire che porta con sé la memoria del giardino materno. Dal secondo, lo sguardo. Togliere il superfluo per rivelare l’essenza, trasformare il noto in qualcosa di inedito.

La sfilata si intitola The ability of discovery ed è proprio questo il filo conduttore. Il lavoro è tutto sulla materia e sulla torsione. Maglie e camicie si attorcigliano asimmetriche sui corpi, in un’instabilità calcolata. I fiori di Penn migrano sui capi come stampe pittoriche, dorate e materiche, su sete fluide e bermuda. Poi, ecco i ricami a cordoncino che disegnano arabeschi traforati, scolpiti su blazer e camicie. Laddove il tessuto si apre, resta la densità del gesto. Tra le nuance senape, lime acido, bordeaux, lilla polvere, verde salvia e cuoio. Anche i materiali raccontano la stessa ricerca, dal trench in pelle ocra ai pantaloni leather, fino al cardigan a quadri.

Giudizio. L’innovazione non è mai pura tecnica, ma un modo di osservare. Cambiando la distanza tra noi e le cose, anche ciò che già esiste può rivelare nuove forme. La vera scoperta, forse, è proprio questa. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 30/06/2026 02:00
Ultimo aggiornamento: 30/06/2026 02:00
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