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Il desert trail di Isabel Marant segna il passaggio a Kim Bekker

Al Palais Royal va in scena un viaggio solare e solitario, tra crochet impalpabili, cargo pants, denim ricamato e una palette che dal giallo sabbia si oscura fino al viola e al camouflage astrale. Ma la sfilata indica anche un cambio storico: la designer cede ufficialmente la direzione creativa

di Tommaso Palazzi (Parigi)
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Un look Isabel Marant spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Isabel Marant spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

All’arrivo al Palais Royal, i paparazzi si scatenano sulle celebrity asiatiche. Meno clamore accompagna invece Helena Christensen, in abito sparkling. Gli ospiti vengono accolti tra le sculture di Daniel Buren, con bottiglie brandizzate di acqua frizzante o cocktail alla tequila. È qui che prende avvio il viaggio nel deserto firmato Isabel Marant, ambientato su una terra battuta rossa e attorno a tre cerchi di panche di legno che incorniciano le grandi fontane-scultura.

Questa stagione, attratta dal sole, la protagonista della collezione viaggia da sola. I capi portano i segni del percorso: sete e jersey lavati, pelli goffrate e temprate dal calore. Ricami totemici, frange di perline e gioielli incisi con texture di corteccia rivelano un’attenzione ossessiva al dettaglio. Le silhouette scorrono leggere con crochet piuma, foulard annodati in vita, rouches asimmetriche che ondeggiano su top e gonne.

Il mood si fa più deciso con note utilitarie: pantaloni cargo, giacche leggere con grandi tasche a patta, shopper morbide portate a spalla. Abiti drappeggiati, annodati, lasciano intravedere la pelle. Per donna e uomo, shorts corti e arrotolati, spalle nude sotto gilet in suede punteggiati da occhielli e canotte a maglia larga.

Ma la vera svolta arriva al momento del saluto finale. In passerella non appare Isabel Marant. Alla Paris fashion week, la sfilata primavera-estate 2026 ha segnato un passaggio storico. Per la prima volta in 30 anni, la fondatrice ha scelto di restare dietro le quinte e lasciare la scena a Kim Bekker, sua braccio destro e nuova direttrice creativa. Già dalla scorsa stagione Bekker aveva firmato l’intera collezione, con Marant che l’aveva spinta avanti a raccogliere gli applausi. Questa volta, invece, è uscita da sola, raccogliendo l’inchino del pubblico. Isabel Marant rimane comunque in azienda tre giorni a settimana, a sostegno della sua erede, ma il testimone creativo è ufficialmente passato.

Giudizio. Un guardaroba crafted e guidato dal movimento, che si sviluppa in una cromia tra sabbia, ecru, giallo pallido e bronzo. Fiori ricamati sbocciano sul denim blu. Poi il tramonto: arrivano il nero, il viola e infine un camouflage astrale. La notte cala sul Palais Royal, chiudendo il desert trail di Isabel Marant. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/10/2025 19:00
Ultimo aggiornamento: 03/10/2025 19:00
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