TrendIl desert cool di Emporio Armani alla Milano fashion week. E alla fine esce Leo Dell’Orco: «Giorgio mi ha chiamato. Felice dello show»
Il direttore creativo del menswear ringrazia al termine del défilé per la prima volta con assente Giorgio Armani. Emozionato? «Ormai, uscito tante volte con Giorgio, ero tranquillo». La collezione parte con un omaggio al deserto e riflette sulle origini e sul viaggio
L’emozione c’è. A uscire in passerella per il saluto finale per la prima volta manca Giorgio Armani. A ringraziare, da solo, è Leo Dell’Orco, responsabile dello stile maschile, che incarna la continuità del pensiero armaniano. «Ha seguito lo show in video. Era contento», spiega il designer a pochissimi giornalisti italiani che lo raggiungono dopo il défilé. «Emozionato? No… dopo tante volte con Giorgio…». Una comunicazione ufficiale della maison aveva anticipato 24 ore prima: «Il signor Armani, attualmente a casa in convalescenza, non sarà presente come di consueto alle due sfilate». Ma the show must go on. E la collezione conquista su più fronti, in un set costruito di tende bianche che fanno da quinte.
Emporio Armani sceglie di esplorare il Sud del mondo, con un viaggio immaginario nel deserto, attraverso forme e simbologie che si ispirano alla cultura africana. Un’estetica che non è nuova nel vocabolario della maison, basti ricordare che fu lui stesso a disegnare alcuni dei costumi per Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci, film del 1990 tratto dal romanzo di Paul Bowles. L’avvio della sfilata è affidato a una corsa nel vento desertico con EA7, che segna simbolicamente l’ingresso in una nuova dimensione. Motivi geometrici, tessiture, richiami all’artigianato locale si integrano armoniosamente in un guardaroba dinamico ed eclettico. Giacche morbide portate a pelle, pantaloni ampi, tuniche leggere e fluide definiscono una figura maschile libera, in sintonia con l’ambiente e con la propria interiorità.
«In questi ultimi anni è stata per me una piacevole sorpresa riscoprire l’interesse delle giovani generazioni per le origini del mio lavoro, per le forme esplorate trent’anni fa e che appartengono ancor oggi a un’estetica in continua evoluzione», ha dichiarato Giorgio Armani attraverso un comunicato diffuso dal brand. «Questo mi ha spinto a riguardare quel momento, non con nostalgia, ma per coglierne leggerezza ed energia. Questa collezione, molto sentita, è un omaggio al sud del mondo che mai smette di ispirare, pensata per un uomo consapevole che non disdegna la decorazione».
E proprio quel pensiero torna potente e chiarissimo in una collezione che parte da un «momento di introspezione identitaria», non per contemplare il passato, ma per trasformarlo in nuova energia creativa. (riproduzione riservata)