TrendIl denim-scultura di Victor Hart debutta a Milano
Il designer italo-ghanese, artista di formazione, fa il suo esordio in passerella con Anatomy of void, una collezione che rilegge il workwear attraverso ricerca, volume e materia. Al centro il corpo che lavora e il jeans spinto oltre l’uso quotidiano
Non c’è nostalgia in Anatomy of void. Victor Hart guarda al workwear non come a un’estetica, ma come a una condizione. Il punto di partenza è il corpo che lavora. Ghana, Bologna, cantieri, strade attraversate ogni giorno. Giacche adattate, pantaloni troppo grandi, trattenuti da cinture, fili e nodi improvvisati. Victor Hart osserva questi gesti minimi e li traduce in costruzione, portandoli fuori dal contesto funzionale. «Osservo come i lavoratori trasformano le loro giacche, i loro pantaloni, cercando di non seguire alcuna regola. È tutto legato al comfort», racconta il designer a MFF.
Il vuoto evocato dal titolo non è concetto astratto. Ma è ciò che permette al volume di esistere. Il denim viene spinto oltre il suo immaginario consueto. Attraverso lavaggi complessi, abrasioni e floccature, il tessuto acquista profondità e densità, fino a farsi abito da sera. I pantaloni oversize double-face sono il centro gravitazionale della collezione. Oggetti trasformabili. Tasche visibili, altre segrete. Funzioni che rispondono alla vita reale. E le superfici portano tracce, le cromie, terra, fango, indigo consumato, raccontano tempo e uso. «Nulla è davvero finito», commenta Hart. «Per questo ho voluto presentare questa collezione come qualcosa che per me ha un significato profondo, frutto di molti anni di ricerca e di numerosi tentativi».
Giudizio. La collezione non è un risultato ma un processo. Tra workwear e sartorialità morbida, Hart costruisce una nuova idea di eleganza.(riproduzione riservata)