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Il cuore selvaggio batte forte a John Richmond

di Tommaso Palazzi (Londra)
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Un look John Richmond autunno-inverno 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look John Richmond autunno-inverno 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

Una folla cool si accalca all’ingresso di St Martin in the Fields, a due passi da Trafalgar Square, la chiesa neoclassica resa ancora più insolita dal suo tetto a cono. L’atmosfera è elettrica: London non è qui una cartolina, ma un campo di battaglia di codici sociali e correnti culturali, proprio come ci racconta John Richmond. Lo spirito degli East end boys e delle Teddy girls, le loro silhouette sfidanti e il coraggio subculturale, viene reinventato attraverso una lente gotica contemporanea: heritage e dissenso, eleganza e rottura, in perfetto equilibrio. Come nella moda più convincente, è la costruzione a raccontare la storia. Le citazioni bondage non sono mai spettacolo fine a se stesso: straps architettonici, legature e sistemi di laccio modellano il corpo e al tempo stesso interrogano chi detiene il potere.

Fiocchi decorativi non come segno di dolcezza, ma come atti di sfida che destabilizzano la tradizionale idea di femminilità. Catene industriali mordono tessuti fragili; borchie metalliche e bordi grezzi resistono alla lucidatura, rifiutando le sicurezze del lusso convenzionale. Velluti che danno peso e sensualità, trasparenze che svelano senza rassicurare, superfici lavorate con cura, quasi preoccupate, piene di intenzione. Motivi di rose e cardi secchi ricorrono ovunque, emblemi di bellezza in decadenza, resilienza nell’ostilità e romanticismo temprato dalla sopravvivenza. Una ribellione fatta bene non è mai rumore vuoto, ma memoria culturale resa visibile.

In una stagione in cui l’individualità spesso cede alla levigatezza commerciale, la collezione di Richmond resta fedele a una visione unica. L’ironia? I pezzi più provocatori, strap, catene, bordi grezzi e atteggiamento, saranno proprio quelli più seducenti una volta lontani dalla passerella, incontrati da vicino. In un mare di minimalismo sicuro, questa è moda che vuole essere sentita, discussa e ricordata.

La palette non tradisce coraggio: il nero domina in tutte le sue sfumature e texture, interrotto da lampi di rosso sangue, il punk pink accecante e il bianco ghiaccio. Scelte emozionali, non decorative, segnalano pericolo, desiderio e rottura. La disciplina vittoriana collide con lo swagger della Teddy culture; le West End Girls non si citano, si vivono attraverso i vestiti. Storia indossata male di proposito, piegata, segnata, e magnificamente viva. 

Giudizio. Il brand continua il suo rilancio sotto la guida di Arav, con la direzione business di Mena Marano, confermando che la ribellione di John Richmond ha un cuore selvaggio che batte tra tradizione e futuro. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/02/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 23/02/2026 19:00
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