TrendL'understatement creativo di 16Arlington alla London fashion week
In pedana, una successione di abiti in tinta unita, dal nero al bianco latte con flash di rosso
Una scenografia geometrica essenziale sullo sfondo dell'architettura brutalista del Barbican. Un corridoio circolare antracite perimetrato su un lato da cubi bianchi per il pubblico e illuminato da bolli di luce che spezzano il buio. Minimal, ma chic, come la collezione autunno-inverno 2024 di 16Arlington firmata da Marco Capaldo.
In pedana, una successione di abiti in tinta unita, prima una sequenza total black, poi un'infilata di bianco latte e grigio antracite e infine qualche flash rosso, senape e petrolio. Mentre la notte del brand si illumina di argento, con frange luccicanti. Un unico pattern a bolli digital spezza la rigorosa ed elegante monocromia del guardaroba. Le silhouette sono lunghe sia per lei che per lui con paltò che toccano terra e pants tailored asciutti per l'uomo in contrapposizione a quelli più ampi per la donna.
Tra i tessuti, lane pregiate per i capispalla e delicate organze che lasciano trasparire il corpo e forgiano abiti e gonne maxi. Linee e texture sono puliti e arruffati da dettagli e accessori hairy. Non solo borse, ma anche pelose décolleté con il tacco. In passerella anche pants in vinile shiny e soffici maglioni in mohair. Il défilé si chiude con una voce che sussurra «Express yourself». Un messaggio che calza con l'understatement creativo della collezione.
Giudizio. Una voce che sussurra «Express yourself» chiude il défilé. Un messaggio che calza con il sofisticato, ma creativo understatement degli abiti. «A volte l’oscurità ha più profondità della luce», spiega Capaldo, che ha tratto ispirazione dalla mostra di Charlie Fox «My head is a haunted house» (riproduzione riservata)