skin track
Trend

Il casual prezioso secondo Rabanne

L’everyday dressing ispira Julien Dossena, tra felpe, bermuda e metal mesh. Focus sulla 1969 Nano bag, di cui una dal valore di 250mila euro

di Margherita Malaguti (Parigi)
Leggi dopo
tempo di lettura
Gigi Hadid sul catwalk Rabanne spring-summer 2025 (ph Francesc Ten/MFF)
Gigi Hadid sul catwalk Rabanne spring-summer 2025 (ph Francesc Ten/MFF)

La scorsa stagione, la Rabanne di Julien Dossena era tornata con i piedi a terra a quell’everyday dressing di cui tanto si discute persino nell’industria del lusso. Anche questa volta, sembra non aver cambiato idea il creativo del marchio di Puig che porta avanti il sapere di Paco Rabanne che dopo aver debuttato con il suo marchio nel 1966, diventò famoso per l’uso rivoluzionario di materiali non convenzionali, tra metalli, carte e plastiche. L’omaggio alla metal mesh del metallurgico della moda arriva infatti ora dosato, quasi controllato in uscite precise intervallate, tra molte più che abbracciano un layering da strada.

Bermuda e maglietta a righe sovrastata da camicia a righe sotto overshirt a righe, come l’ensemble portato da Gigi Hadid che apre la passerella. E si combinano con slipdress, giacche sartoriali, hoodie, stampe o ricami di fiori. Certo, già in questi look c’è qualche pennellata argento, quanto basta di incrostazioni che riflettono, un po’ di filo metallico nella maglieria. Ma è ancora «come sono vestite le ragazze a Parigi», come aveva spiegato Dossena per la scorsa collezione. D’estate, il designer deve aver pensato alle piogge che tanto piacciono anche a questo settembre parigino. Perché avvolge scarpe e borse in strati di plexiglas quasi a protezione. Molto grounded, in tutti i sensi.

Ma in un colpo non più. E Rabanne diventa più prezioso che mai. Letteralmente. Dal valore di 250mila euro, precisamente. Quella che promette di essere la «borsa più costosa del mondo» è una 1969 Nano bag in oro 18 carati che sfila per mano a un mini abito che lascia nell’aria foglie gold. Rende omaggio al «vestito più costoso del mondo» in oro e diamanti, realizzato da Paco Rabanne per l’icona della moda francese Françoise Hardy nel 1968. Il risultato, chiamato oggi Golden bag handcrafted 1969, richiede 100 ore di lavoro da parte della maison e del gioielliere francese Arthus Bertrand. Un altro pezzo eccezionale è quello in vetro di Murano realizzato dalla casa vetraria Venini. Un altro ancora è in ceramica, creato dal laboratorio parigino Astier de Villatte.
Giudizio. Come a dire, garde-robe quotidienne, je t’aime… moi non plus. Da Rabanne, Dossena coniuga pezzi da tutti i giorni ed altri decisamente fuori portata. Il casual non fu mai così prezioso. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 25/09/2024 19:10
Ultimo aggiornamento: 25/09/2024 19:36
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso