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Il bon ton anarchico immaginato da N°21

«È un erotismo nichilista che non deve chiedere autorizzazione», racconta Dell’Acqua. Che parte dalla couture 80s per indagare una nuova libertà

di Marherita Malaguti
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Un look fall-winter 2024/25 di N°21(courtesy N°21)
Un look fall-winter 2024/25 di N°21(courtesy N°21)

«Ho affrontato il bon ton con l’intento di distruggerlo». Parola di Alessandro Dell’Acqua. Che per N°21 parte dalla couture anni 80. «Ho affondato lo sguardo nelle immagini di una storia della moda che ripete se stessa, ma l’ho fatto riemergere pieno di luce nuova», spiega il direttore creativo. «È nata una visione di erotismo nichilista che non deve richiedere un’autorizzazione per esprimersi e che ha in sé un pizzico di anarchia che sfocia in un senso di libertà».

I riflettori si accendono su look che flirtano con forme, volumi e tecniche sartoriali del bon ton, ma ne cancellano i cliché. Ensemble nati da abbinamenti inusuali, «utilizzando soluzioni basiche su soluzioni che esprimono una ricerca di immagini inconsuete capaci di riflettere situazioni non viste», ha detto Dell’Acqua. Le costruzioni da atelier servono per immaginare proporzioni «un po’ sbagliate». E parlare così di quella libertà che lo stilista ritiene che la moda conservi e propaghi anche in periodi non del tutto libertari. «Ho voluto raccontare un mondo femminile che non ha un solo punto di vista ma riesce a contenere drammaticità, leggerezza e sensualità. Tutto in un racconto disincantato che procede dall’osservazione del reale», ha chiosato il designer.

Un look fall-winter 2024/25 di N°21(courtesy N°21)
Un look fall-winter 2024/25 di N°21(courtesy N°21)

Ecco allora un tailleur in panno nero tagliato a vivo e incrostato di cristalli come punto di avvio. Le sottovesti o la pelle nuda si intravedono dai pannelli aperti di gonne e dress. Poi vestiti see-through in chiffon e altri bustier, tutt’altro che trasparenti. Come quelli in tulle che, visti lateralmente, svelano il corpo. Sotto il maglione norvegese niente, fermato da una spilla preziosa. Come i bagliori delle skirt portati con i cappotti maschili. Ensemble in lana bouclé. Quando spunta un fiocco su un abito da cocktail, non è lezioso ma geometrico, severo. Non manca l’animalier per le faux fur che rimandano al mantello del leopardo e dello scoiattolo, armi di seduzione con guanti in pelle rossa. Sexiness ribelle che cammina su slingback tutte stringhe oppure su allacciate mannish, ma con una pioggia rhinestone.

Giudizio. Dell’Acqua ha una fashion obsession che, indagata su ogni possibile piano, scardinata dai luoghi comuni, è diventata una pratica unica. È quella femminilità coraggiosa che può essere tutto, ma mai annulla il sensuale, l’erotico. Una dedica importante alle donne, oggi ancora di più. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/02/2024 02:00
Ultimo aggiornamento: 22/02/2024 02:00
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