TrendIl bestiario fantastico di Schiaparelli ha aperto la haute couture di Parigi
Piumaggi di uccelli del paradiso, affilate code di scorpione, ali di farfalla e pesci velenosi popolano la scena della maison di Diego Della Valle. «Mi sono spinto sempre più in alto, mettendo alla prova l’atelier. Per raccontare il sogno della moda», spiega Daniel Roseberry
«Ho voluto sfidare la gravità. Dobbiamo volare, dobbiamo andare verso il cielo». Daniel Roseberry ricorda di aver detto queste parole al suo team nel momento in cui venne approcciato il lavoro sulla couture spring-summer 2026. «Ieri sera le persone dell’atelier sono venute da me dicendomi di non aver mai fatto nulla di simile», ricorda emozionato nel backstage dello show che ha aperto le giornate parigine della haute couture di Parigi.Un parterre nutrito con celebrities come Demi Moore e Teyana Taylor fino a Laura Sánchez Bezos con il marito Jeff Bezos si è riunito al Petit Palais per applaudire la prova del designer della maison di Diego Della Valle, ispirata alla dicotomia tra cielo e terra, tra bellezza e pericolo. Ossimori incarnati in un bestiario immaginifico dove uccelli del paradiso incontrano serpenti e scorpioni.

«Continuavo a pensare a me e ai miei coetanei quando eravamo giovani: cosa avremmo visto in Tv a otto, nove, quindici anni, che ci avrebbe portato verso la moda, invece che verso altre professioni? Ho scelto di farmi un regalo e di raccontare proprio questo mondo attraverso la couture che di certo non crea abiti per la vita quotidiana», ha proseguito Roseberry, evocando anche un suo tour recente alla Cappella Sistina e al contrasto tra il rigore dei dipinti alle pareti e la meraviglia del soffitto creato da Michelangelo.La sfilata diventa così un climax che spinge sempre di più verso l’alto grazie al volo di piume svettanti come decoro dei colli architettoni. Vere o di seta, dipinte e aerografate, come quelle dell’abito blu che ricorda il mantello di un uccello del paradiso.

Code di scorpione spuntano sulle schiene, pungiglioni e denti di serpente definiscono le silhouette, metri di tulle si gonfiano dando vita alla linea di gonne spezzate come le ali di una farfalla e strati di organza punteggiata da cristalli scuri mimano un pesce palla. Persino gli accessori sono terreno di espressione di identità zoomorfe decorati da teste d’uccello artificiali. Mentre i colori accesi della natura riempiono il nero assoluto della passerella come bagliori di luce nella notte più oscura.
Giudizio. «È stata di gran lunga la collezione più guidata dalla tecnica che abbiamo mai realizzato», sottolinea Daniel Roseberry. Dopo questo come è possibile tornare indietro? «Ieri sera ho scritto al mio braccio destro, Tim, e gli ho detto: indovina a cosa ho appena iniziato a pensare? Alla prossima stagione», chiude sorridendo Roseberry. Che si riserva di usare il terreno dell’alta moda per esprimere la sua creatività più surrealista. In omaggio alla fondatrice Elsa Schiaparelli. (riproduzione riservata)
- Quali sono le principali ispirazioni artistiche e personali che hanno guidato Daniel Roseberry nella creazione di questa collezione?
- In che modo le tecniche sartoriali utilizzate hanno permesso di realizzare gli elementi più audaci e innovativi della collezione?
- Come si inserisce questa collezione nel contesto più ampio della visione stilistica di Schiaparelli e del panorama dell'alta moda contemporanea?