TrendI transformers di Rick Owens
Lo stilista di Los Angeles crea silhouette allungate come issate su dei police boots volutamente esagerati che rendono così la camminata incerta. Tra sovrapposizioni e layering, capi mutanti con mix di kevlar e maschere intrecciate con fili ondeggianti
Una nebbia sinistra accoglie nella grande sala del Palais de Tokyo. Che si illumina solo quando i grandi fari sulla passerella si infiammano per tracciare la strada da seguire agli alieni immaginati da Rick Owens. Occhi neri con lenti a contatto, parrucche con bleached e graffi cromatici come un glam rock psichedelico, sguardi affossati nella grafica di grandi ciglia finte appoggiate sulla palpebra inferiore. Sono i transformers che il designer di Los Angeles veste con layering e capi mutanti. I police boots sono gonfi e grottescamente esagerati. I cappotti aderenti che si avvolgono e si allacciano come indumenti da laboratorio sono in pelle di toro nera lucida o in kevlar, fibra 5 volte più resistente dell’acciaio, tradizionalmente utilizzata negli indumenti protettivi. E qui il kevlar canvas viene tessuto a Como da un’azienda a conduzione familiare di terza generazione, specializzata nell’abbigliamento sportivo fin dalla sua fondazione nel 1952. E poi quelle maschere intrecciate con lunghissimi fili che ondeggiando, come creature misteriose. «La collezione di questa stagione si intitola Tower, una preghiera per l’amore e la speranza», si legge nella nota che accompagna lo show, «ma le torri possono anche essere un elemento di impugnatura. Inizialmente, le spalline venivano deliberatamente tolte dai motociclisti e dai capospalla per evitare sensibili connotazioni militari, ma il mondo che ci circonda è impossibile da ignorare, quindi l’unica via da seguire è la parodia». La camminata è incerta, sfidante, portata all’eccesso dai tacchi alti nascosti dalla pelle. Le silhouette diventano degli altari architettonici, la maglie sono un sapiente esperimento di knitwear che intaglia losanghe sospese a nudo sulla pelle, le camicie di pelle pressata si allungano mentre i pantaloni sono tranciati al polpaccio come feriti in una collisione.
Giudizio. La Rick Owens experience è sempre una garanzia. La sua visione provocatoria, onirica e post-atomica proietta in un’altra dimensione misteriosa e affascinante. Sembra un incubo controllato, sembra un film dove nessuno alla fine si fa male nonostante le apparenze. Perché sotto la durezza c’è un messaggio di pace. (riproduzione riservata)
Stefano Roncato (Parigi)
- Quali sono le implicazioni del kevlar, un materiale ad alta resistenza, nel contesto della moda di lusso?
- Come la "parodia" nella collezione di Rick Owens si relaziona con le attuali sfide globali?
- In che modo l'estetica "post-atomica" di Rick Owens influenza il concetto di bellezza e moda contemporanea?