TrendI kimono ribelli di Yohji Yamamoto
È un omaggio al suo Giappone natale quello che Yohji Yamamoto offre al pubblico nella sala delle feste dell’Hotel de ville. Il più «francese» dei creatori giapponesi che sfilano a Parigi porta in scena una distopica carrellata di kimono e termina la sfilata facendo indossare alle modelle i geta, tradizionali infradito di legno issate su piattaforme, che rendono il passo incerto e lentissimo.
Il ritmo della sfilata è d’altronde cadenzato da un ritmo di attesa, che blocca il tempo in una sfera indefinita. Anche la colonna sonora, di solito con inserzioni rock, diventa più monocorde. Su abiti-vestaglie esempi di un layering acrobatico, gli obi sono slacciati e si portano avvolti sul corpo tra ruches e balze.
Giudizio. La tradizione viene riletta con gli occhi di Yamamoto. Un modo per interrogare la propria identità? Ciò che è certo è che lo show si conclude con un’ovazione e si ha l’impressione che il couturier si fermi un po’ più del solito in passerella al momento dei saluti. (riproduzione riservata)