TrendI fiori d’inverno di Giorgio Armani
Petali e corolle diventano stampa o un decoro prezioso in una collezione dalle silhouette morbidissime tra pantaloni cargo, faux fur avvolgenti e veli di tulle che doppiano i capi. Bagliori di cristalli illuminano una sera preziosa
«I fiori evocano una stagione felice, preannunciano tempi migliori. Mi piaceva l’idea del contrasto con un periodo dell’anno in cui non ci sono». L’ossimoro dei fiori d’inverno illumina la collezione di Giorgio Armani, l’ultimo big a sfilare in un calendario di Milano sempre più compresso tanto che anche lo stesso designer ha chiesto a Cnmi di allungarlo di un giorno.
I riflettori si accendono su Gina di Bernardo. Giorgio Armani sceglie di aprire la sfilata del marchio ammiraglio con una sua storica modella, protagonista delle campagne scattate da Aldo Fallai, ora in mostra all’Armani silos. «Mi lega a lei una tenerezza affettiva perché è stata un personaggio che ha vissuto in un periodo dall’atmosfera fantastica», sottolinea Armani, con l’intento di veicolare un messaggio di positività al mondo, raccontato con la stessa visione di coerenza creativa mantenuta negli anni, costi quel che costi. «Io sono io e gli altri sono gli altri», ha proseguito. «Penso sempre a delle donne che si possono incontrare, una donna normale che vuole essere vestita bene con una coerenza con il viso che porta e con i gesti che ha e con il rifiuto di tutto ciò che non le appartiene. È difficile, in questo momento, mettere insieme una collezione che non ceda alla stravaganza e dell’esagerazione», ha poi aggiunto.
«Io detesto questo mondo, questa forzatura nel trasformare la donna in oggetto del desiderio. Il 50% degli uomini ama questo tipo di figura ma il 50% la detesta». Una sensazione di «disagio» che, come ha specificato Armani, «avevo anche 40 anni fa quando spopolava Carnaby street». E lo stilista non nasconde la difficoltà di doversi confrontare anche con il proprio staff. «Essere coerenti con questo pensiero estetico costa grande fatica, uno scontro anche con i miei collaboratori. Vorrei cancellare l’espressione “di moda”. Questo lavoro è faticoso, sono otto mesi che sono impegnato su questi fiori e non sono mai contento». I fiori sono una stampa o un decoro prezioso in una collezione dalle silhouette morbidissime tra pantaloni cargo, faux fur avvolgenti e veli di tulle che doppiano i capi. Morbidi sono anche i materiali scelti, in primis il velluto, che si accende di bagliori di cristalli a comporre fioriture preziose o sagome di libellule. Anch’esse simbolo di speranza, in una connessione alla forza della natura.
«Non si vive abbastanza il mondo per considerare il futuro», ha poi aggiunto Giorgio Armani. Su una palette che scivola tra tonalità come il nero e il blu spiccano i bagliori dei velluti, del raso e delle sete tecniche. «Il nero è un colore meraviglioso che le donne amano moltissimo e che dona più di qualsiasi altro», ha spiegato. E il nero conquista soprattutto l’eveningwear che gioca un ruolo chiave nella collezione. Gown da red carpet sono impreziositi da ricami di cristalli colorati sulla spalla, rivestono le silhouette allungate o profilano i preziosi bustier. «La scelta di dare spazio a un prêt-à-porter più di lusso è una conseguenza delle vendite. I clienti comprano molto le cose speciali», ha precisato Armani. «Non so se sia una scelta legata all’alta moda che sta acquisendo una clientela importante». E in questa riflessione sul mondo odierno Armani ha risposto anche a una domanda sulla premier Giorgia Meloni. «Sulla politica e le strategie che mette in atto non sono così competente. Mi secca solo vederla piccolina accanto ai signori alti dell’Europa. Nelle foto ha però un bellissimo viso».
Giudizio. Lo stilista ha scritto e continua a scrivere un importante capitolo nel mondo della moda con il suo stile assolutamente riconoscibile, lontano da un certo tipo di tendenza forzata a tutti i costi. Ecco allora sfilare una collezione sul filo di un’eleganza mai gridata, tra caposaldi come il velluto, forme destrutturate e grande preziosità. (riproduzione riservata)