TrendI dandy di Dunhill evocano il Duca di Windsor
Il designer Simon Holloway parte dall’archivio del nobile Brit. Lo show sembra un club di Londra, tra look iper ricercati e opulenti
«Sono partito dall’archivio sul Duca di Windsor conservato a Hampton court», spiega in backstage Simon Holloway, alla sua terza prova per Dunhill. Il moodboard è forse il più elegante mai visto, in un salotto alla Società del giardino, tra i più antichi gentlemen’s club di Milano. «Volevamo portare un club londinese qui», spiega il designer. La sfilata si svolge tra piccoli tavoli in tre sale, mentre il backstage è nella palestra della scherma.
Per la stagione, Holloway esalta la straordinaria libertà di movimento offerta dall’abito English drape frutto del drape cut introdotto negli anni Trenta dal sarto londinese Fredrick Scholte e reso iconico dal Duca di Windsor. La silhouette affilata caratterizzata dalla spalla naturale e sportiva è presente in tutto la collezione, animata dallo stile brioso del Duca. Loden, Donegal, giacche da camera, knitwear e maxi bow ties creano l’impressione di vivere in un romanzo di Somerset Maugham o in Brideshead revisited.
Giudizio. Simon Holloway rilegge grandi classici. I look potrebbero stare su Cary Grant o David Niven, ma il loro comfort e leggerezza sono di oggi. Una prova riuscita e colta. Prima dello show, i modelli sfoggiano accendini preziosi, tra le icone di questa maison con 130 anni di storia. Spesso non si vedono, ma danno attitude. Come nei film di Luchino Visconti, che nel Gattopardo o in Senso pretese biancheria ottocentesca nei cassetti chiusi. Posh. (riproduzione riservata)