TrendAl balletto hardcore firmato JordanLuca

Cosa succederebbe se i costumi da palcoscenico della Royal opera house arrivassero nell’universo JordanLuca? Che anche il balletto sembrerebbe uscito da un club, alle 5 del mattino, come emozionalmente rotto su corpi ancora desideranti. Con i fiocchi che tirano indietro il guardaroba co-ed, gli abiti in lattice, spaccandoli in aperture sul petto. Con le ballerine anche da uomo, con punte allungate, quasi affilate. Con le rouches sul derrière di ciclisti. Con i tutù punk, voce delle influenze per metà londinesi (per l’altra metà, italiane) del brand. Con la drammaticità un po’ sfacciata di rigide spalle protese verso l’alto.
«Come una ballerina che danza per se stessa ma anche per catturare quello che è intorno. E volevamo plastificare questa preziosità, mass-produrla, renderla eterna», racconta in backstage Luca Marchetto, che divide l’anima di JordanLuca con Jordan Bowen. «Questa collezione è un po’ un’intelligenza artificiale. Come quei portrait che si vedono ora e che sono come la realtà, ma un po’ plastificati». E infatti ci sono applicazioni sintetiche. La rosa è come un fiore all’occhiello colato in resina. E compaiono fil coupé stampati digitalmente e poi laminati. Sembra, ma in realtà «non c’è un pezzo di jersey, non uno in denim, sono tutti print 3D. Non c’è quello che ci si aspetta, noi viviamo in questa dualità, di questi contrasti», continua Marchetto.
Anche i jeans non sono jeans. D’altronde JordanLuca non ha intenzione di cavalcare il recentissimo hype attorno ai suoi «pee-stained» jeans producendone ancora. «Sono del nostro autunno-inverno 2023/24 e sono sempre stati lì, nel nostro showroom, sul nostro e-commerce. E ora sono sold-out. Abbiamo ricevuto migliaia di richieste di rifarli, abbiamo detto di no. In giro, ci sono solo i 150 pezzi che avevamo realizzato per il nostro online, più quelli dei negozi», conclude lo stilista. «Abbiamo avuto offerte da collector. A settembre, durante la London fashion week, organizzeremo un evento con una galleria d'arte che li ha voluti tra i suoi pezzi da collezione».
Giudizio. «Saremo ricordati per questi jeans? Se l’avesse fatto qualcun altro, sarei stato geloso», dice Luca Marchetto. E ora che è arrivato il momento per spingere sull’acceleratore sull’abbrivo della viralità, JordanLuca lo fa andando oltre il pezzo cult, con reference coerenti. (riproduzione riservata)