TrendI 60 anni di K-way tra acqua e colore
Il brand di Basicnet sfila sullo sfondo di un’opera che cita il vento e la pioggia in chiave playful. Tra capospalla a guscio e cromie identitarie. Mentre al Museo della Permanente va in scena fino al 2 marzo la mostra celebrativa «In y/our life»
Sessant’anni di storia, innovazione e stile. È il traguardo che K-way ha scelto di festeggiare al Museo della Permanente, trasformata in uno spazio dove la moda della collezione fall-winter 2025/26 dialoga con l’arte. A partire dalla pedana, accesa dall’opera Paesaggio iridescente di Agostino Iacurci, che illumina le uscite con i suoi archi a led colorati specchiati sull’acqua. Nell’aria si diffonde intanto un vapore che ricorda il vento, creando un’esperienza immersiva che rilegge in chiave playful gli elementi naturali all’origine dell’invenzione di Léon-Claude Duhamel.
Ma soprattutto con la prima tappa della mostra globale «In y/our life», una «celebrazione collettiva dei valori del marchio espressa attraverso la collaborazione con una dozzina di altre icone della quotidianità, da Chupa chups a Bic o Rollerblade», spiega Lorenzo Boglione, co-ceo del brand dell’antipioggia e vicepresidente del gruppo Basicnet. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 2 marzo, si sviluppa in due ali adiacenti alla sala sfilate, in un percorso che procede per pezzi d’epoca e riletture artistiche di una compagine di artisti e designer da Olimpia Zagnoli a Emiliano Ponzi e Patricia Urquiola.
L’anniversario diventa per K-way l’occasione per riscoprire gli archivi e rendere omaggio al capo visionario che ha dato vita a tutto. Il punto di partenza non può allora che essere la giacca Le vrai, che dal 1965 non ha mai smesso di rinnovarsi, come ricorda il corridoio ricco di edizioni storiche all’ingresso. I capispalla a guscio sono quindi protagonisti di look color block costruiti per stratificazione, tra linee pulite e archetipiche prive di imbottiture voluminose nonostante la stagione. Un nuovo modello a mantella richiama il leggendario Le vrai, ma ne fa un lembo funzionale che si appoggia sopra le maniche con la versatilità di una piccola mantella.
Il richiamo alle origini si traduce in una celebrazione cromatica immediata, che affianca nuance sofisticate come il burgundy e il verde ottanio agli identitari blu, giallo e arancione. Anche la zip tricolore diventa un filo rosso nella sua rilettura come elemento decorativo, mentre il tema della praticità rivive come ispirazione estetica sottoforma di tasche esterne. Oltre ai capispalla, look che uniscono maglieria morbida, gonne in lana e nylon, pantaloni cargo e abiti in scuba esaltano il layering. Mentre le borse in collaborazione con Cahu sono realizzate in pvc e nel nylon del Le vrai 4.0. Giudizio. La sezione della mostra con K-way protagonista si chiama Happy when it rains. Una formula che invita a scrollarsi di dosso la malinconia di un inizio piovoso di fashion week, riflettendo l’inesauribile capacità di rinnovarsi di questo capo. Che anche nelle sue versioni di moda resta orgogliosamente parte di un immaginario quotidiano. (riproduzione riservata)