TrendI 50 anni di Iceberg tra sport e icone alla Milan fashion week
Il direttore creativo James Long cita Jean-Charles de Castelbajac con linee pulite e colori audaci, tra animo urban e activewear con lo sguardo al futuro
«Adoro il fatto che Iceberg abbia sempre avuto lo sguardo rivolto al domani. Celebrare questi primi 50 anni significa onorare il passato continuando a spingersi in avanti, come il brand ha fatto fin dall’inizio», racconta a MFF nel back il direttore creativo James Long. Che cita e ringrazia i fondatori della società propietaria Gilmar, Giuliana Marchini Gerani e Silvano Gerani, oltre a Jean-Charles de Castelbajac, il creativo scovato a Parigi nel 1974 con cui tutto ha avuto inizio.
Dal rivoluzionario linguaggio neo-pop coniato da de Castelbajac al lavoro di Long, passando per le storiche campagne by Oliviero Toscani, Steven Meisel e David Lachapelle, un libro celebrativo, in uscita a ottobre, promette di tenere tutto insieme. Ma i festeggiamenti partono dalla fashion week, con una sfilata co-ed alla Pelota e un party a seguire. «Questa collezione parla di colore, linee pulite e idee fresche per vivere con grinta il presente», spiega Long. In pedana, le forme pure e il mix disinvolto di materiali, dalla maglia alla pelle scamosciata, omaggiano de Castelbajac. Il suede in colori acidi dà forma a camicie e abiti lunghi con profonde scollature a oblò, la rete tecnica sportiva rinnova invece le polo dialogando con l’heritage sportswear del marchio.
Tra toni sabbiosi e pennellate di colori audaci, dall’arancione bitter al blu Iceberg, fino al giallo limone, si alternano capi in maglia, soprabiti reversibili in gabardine e trench dall’animo brit che si ricollegano alle origini inglesi di Long e strizzano l’occhio al tempo imprevedibile della primavera. Mentre debutta l’eyewear prodotto da Avm 1959, ispirato ai metalli del design d’interni del Novecento.
Giudizio. Un anniversario, è vero. Ma il Dna di Iceberg si proietta già verso il futuro, tra flash acidi e forme pure come frame di un immagine in movimento. Quella di un brand ancora energico e vitale a 50 anni. (riproduzione riservata)