BusinessHarrods torna in utile, ricavi annuali a 1,08 miliardi (+1,2%)
Il department store londinese chiude l’esercizio 2025/26 con un utile ante imposte di 84,9 milioni di sterline dopo la forte perdita precedente. Prosegue il piano di investimenti sul flagship di Knightsbridge e cambia la struttura manageriale
Harrods torna in positivo. Il department store britannico ha archiviato le 52 settimane concluse il 31 gennaio 2026 con un utile ante imposte di 84,9 milioni di sterline (pari a 99,4 milioni di euro al cambio di oggi) invertendo il risultato negativo dell’esercizio precedente, quando il bilancio aveva evidenziato una perdita ante imposte di 36,5 milioni (circa 42,7 milioni di euro). Secondo gli ultimi documenti depositati alla Companies house, sul fronte dei ricavi il gruppo ha realizzato un fatturato di 1,08 miliardi (circa 1,26 miliardi di euro), in miglioramento dell’1,2%.
Il confronto con l’esercizio chiuso a gennaio 2025 evidenzia soprattutto l’impatto che i costi straordinari avevano avuto sulla redditività. L’anno scorso, infatti, Harrods aveva registrato 177,7 milioni di sterline (208 milioni di euro) di operating profit, in calo rispetto ai 213,9 milioni (circa 250,36 milioni di euro) dell’esercizio precedente, mentre il risultato ante imposte era stato negativo per 36,5 milioni (42,7 milioni di euro). A incidere sono stati soprattutto gli investimenti negli stipendi del personale, l’aumento dei costi di distribuzione, la trasformazione del software Erp e gli oneri legati al programma di risarcimento Redress scheme per le vittime degli abusi da parte dell’ex proprietario Mohamed Al-Fayed, pari a 62,5 milioni (73,2 milioni di euro).
Parallelamente al miglioramento della performance economica, Harrods continua a destinare risorse all’iconico flagship di Knightsbridge. Il piano comprende la riqualificazione degli spazi womenswear e la ristrutturazione del ristorante The Georgian. A giugno il department store ha inoltre inaugurato l’International designer room all’interno del primo piano dedicato al womenswear. Questi cambiamenti coincidono con la riorganizzazione del vertice operativo che vedrà da settembre Andreas Efstathiou, attuale chief information officer, assumere il ruolo di coo. Anche Mark Blundell diventerà chief retail officer e Sarah Myler assumerà la carica di chief brand & reputation officer. (riproduzione riservata)
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