skin track
Elezioni Usa 2024: Donald Trump vs Kamala Harris → VAI AL DOSSIER
Business

Harris vs Trump, tra dazi e antitrust gli scenari per la fashion industry

Moda e retail affronteranno un panorama molto diverso, a seconda del vincitore? Notano gli esperti: «Le tariffe poste sul commercio tra 2016 e 2019 non sono state revocate da Biden». Fermato il deal Capri-Tapestry, il lusso europeo potrebbe soffrire, nonostante i buoni rapporti esistenti tra Bernard Arnault e il candidato milionario

di Tommaso Palazzi
Leggi dopo
tempo di lettura
Da sinistra, Donald Trump e Kamala Harris (ph Imagoeconomica)
Da sinistra, Donald Trump e Kamala Harris (ph Imagoeconomica)

Che impatto avrà sulla fashion industry la vittoria di Donald Trump rispetto a quella di Kamala Harris? Come per ogni altro settore, anche la moda sarà influenzata dall’esito delle presidenziali Usa 2024. Ma le differenze tra i due candidati potrebbero essere più sfumate in quest’ambito rispetto ad altri comparti. molti esperti ritengono che il vincitore o la vincitrice delle elezioni non sarà l’ago della bilancia per i consumi di moda e lusso degli americani. Che, dopo il boom post Covid, hanno subito un rallentamento con l’aumento dell’inflazione e, appunto, l’innalzamento dei tassi di interesse.

Le differenze tra i due candidati si concentrano su temi dalle tasse aziendali alle regole sul lavoro fino all’applicazione delle leggi antitrust. Per quanto riguarda il commercio, vitale per la filiera globale della moda, la retorica di ciascuna delle due parti è molto diversa. Trump promette tariffe del 100% o più su alcuni beni, riprendendo politiche commerciali che aveva iniziato mentre era in carica. D’altra parte, l’amministrazione di Joe Biden ha adottato una posizione più misurata, anche se ha mantenuto le tariffe dell’era Trump sulla Cina. Il presidente uscente ha poi sostenuto azioni antitrust. Un aspetto che per gli esperti si sarebbe rispecchiato nella decisione giudiziaria che ha fermato il deal Capri-Tapestry.

In Usa, circa 1,8 milioni di posti di lavoro sono legati alla moda, di cui 232 mila nella produzione di tessuti per abbigliamento e calzature, secondo quanto dichiarato dal Joint economic committee democratic bureau of labor. Nel 2019, dopo aver minacciato dazi anche del 100% su champagne e Made in Italy, il mentore di The apprentice fece scalpore, facendo visita alla nuova manidattura di Louis Vuitton in Texas (vedere MFF del 14/10/2019), con elogi sperticati a Bernard Arnault, patron di Lvmh. Se uno dei suoi slogan per la campagna 2016 era «Make America rich again», con la capitalizzazione attuale di Wall street gli Usa potrebbero restare l’ancora di salvezza per il lusso europeo in attesa che la Cina si riprenda. Secondo uno studio della Banca d’Italia, la vittoria repubblicana diminuirebbe la volatilità del mercato azionario e aumenterebbe i prezzi delle azioni, oltre a diminuire il prezzo del petrolio.

Un’amministrazione democratica, invece, sarebbe più concentrata sulle preoccupazioni ambientali e sulla sostenibilità del debito pubblico. Le speranze dei designer emergenti sono probabilmente legate a una vittoria di Harris, poiché ha scelto di indossare stilisti indipendenti come Sergio Hudson e Christopher John Rogers fin dai suoi primi giorni come vicepresidente e recentemente è apparsa in Gabriela Hearst. Il team Trump, al contrario, favorisce marchi affermati e spesso case di moda europee, come negli indimenticabili i look di Melania Trump in Dolce&Gabbana. Insomma, dagli outfit al portafoglio, anche per la moda gli Usa avranno un impatto significativo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/11/2024 19:30
Ultimo aggiornamento: 06/11/2024 14:41
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso