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Harris Reed punk couture

«Ho pensato alle crinoline come gabbie per proteggersi dal mondo in subbuglio», spiega lo stilista. Che sfila ancora tra i saloni delle Duveen galleries alla Tate Britain per aprire la fashion week inglese. In scena i lampadari Urchin dello studio Porta Romana, made in Surrey, e una performance di Florence Pugh

di Tommaso Palazzi (Londra)
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Un look Harris Reed fall-winter 2025/26 (courtesy Harris Reed)
Un look Harris Reed fall-winter 2025/26 (courtesy Harris Reed)

Con una sensazione di mondo in subbuglio, Harris Reed è stato attratto da riferimenti punk, trovando ispirazione nella controcultura della ribellione e della libertà individuale. «Questa collezione è assolutamente non apologetica, pensata per occupare spazio e fare rumore». Parola di Harris Reed, lo stilista che che non rifugge dall’eccesso e torna tra i saloni della Tate Britain per uno show teatrale e magico. I look evocano la sensazione di un’armatura, offrendo protezione con le loro strutture architettoniche, i corsetti diventano pettorali o si estendono con punte e onde surreali e le crinoline creano una gabbia che protegge chi li indossa dal mondo esterno.

L’attrazione di Reed per l’arredo prosegue nella collaborazione con il marchio britannico di illuminazione e arredamento Porta Romana, ispirandosi al loro caratteristico lampadario Urchin, appeso nello spazio espositivo all’interno delle Duveen galleries. Le armature organiche delle fronde di Urchin nascono dalle strutture degli indumenti, ogni fronda è modellata e stampata in 3D da Porta Romana, in una resina flessibile e dipinta a mano dai loro artigiani in oro acidato o blu elettrico.

In opposizione al senso di armatura della collezione, c’è un tocco di vulnerabilità e di inversione: gli elementi che di solito sarebbero nascosti sono orgogliosamente esposti, i contorni del corpo sono evidenziati attraverso strati di pittura a mano e foglia di metallo dorato sapientemente applicati. Le gabbie di crinolina e i corsetti non sono più indumenti intimi ma si ergono orgogliosamente come l’indumento stesso, mostrando al mondo la vulnerabilità e la protezione simultanee di chi li indossa. Il tutto con una performance di Florence Pugh.

Le scelte dei tessuti e la collocazione dei ricami sono contrastanti, la lana opaca da sartoria crea struttura, ma è abbinata a chiffon e tulle trasparenti e fluidi. I campioni di ricamo d’archivio sono applicati a scorci, aggiungendo tocchi di luce, colore e texture, oppure ricamati a mano in linee grafiche. L’intera collezione è stata orgogliosamente realizzata nel Regno Unito, dallo studio di Porta Romana nel Surrey agli atelier londinesi di Harris Reed e Roker.

Giudizio. A cut above. È l’espressione che in Uk si usa per descrivere qualcosa o qualcuno che fa parte di una categoria più alta. Non è un caso che Harris Reed sia all’inizio della fashion week. Lo show conferma le sue capacità costruttive per abiti fantasmagorici. La scelta di ispirarsi ai lampadari Urchin spinge la sua creatività verso opere da antologia, sculture più che abiti. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 21/02/2025 19:21
Ultimo aggiornamento: 21/02/2025 19:21
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