TrendHarris Reed nel teatro d’ombre
Lo stilista a capo di Nina Ricci (Puig) celebra i 40 anni di London fashion week alla Tate Britain. Outfit couture sfoggiano silhouette esagerate. «Un capo ha richiesto 500 ore di lavorazione», dice il designer. La kermesse brit entra nel vivo oggi con Richard Quinn e Simone Rocha. Finale lunedì con Burberry

Harris Reed celebra i 40 anni di Lfw-London fashion week con una notte al museo. Se lo scorso anno aveva sfilato alla Tate Modern, questa stagione il designer anglo-americano inaugura la kermesse londinese con un defilé fuori calendario alla Tate Britain. Le creature romantiche e teatrali dello stilista evocano bamboline di carte dalla silhouette a clessidra e dai contorni definiti. Incedono con passo regale, ondeggiando su platform vertiginose a ritmo di un quartetto d’archi live.
Le proporzioni sono esagerate, con spalle e fianchi molto pronunciati e punto vita sottilissimo, all’insegna di un’ostentata femminilità. La struttura fa da contrappeso al volume, mentre drappeggi oversize fluiscono da corsetti dal sapore vittoriano. Fluidi abiti a sirena con esagerati scolli ad ali di farfalla, si succedono a rigidi mini-vestiti dalle linee squadrate. Fili di perline e profili piumati invece arricchiscono il texture dei materiali, che incorporano elementi di Interior. La palette infatti dice addio alla monocromia del passato dominata da total black, per accogliere spruzzi di colore e stampe botaniche, grazie alla nuova collaborazione con Fromental, marchio high end di carte da parati e rivestimenti murali in seta.

Ed ecco motivi floreali damascati che scolpiscono silhouette rigide, in un walzer di sete e velluti, mentre le note di Paint it black dei Rolling stones stridono con flash cromatici blu cobalto e arancione. Il cerchio si riconferma nuovamente il motivo geometrico signature del designer con forme circolari che arrotondano il perimetro di baveri, maniche e scenografici copri-capi a disco, quest’ultimi realizzati in collaborazione con Vivienne Lake. Degno di nota anche il footwear, con le calzature disegnate da Harris Reed per il brand Roker con un unico minimo comune denominatore: plateau e tacchi altissimi che assicurano una allure torreggiante.
Giudizio. Il designer anglo-americano, da un paio d’anni al timone creativo di Nina Ricci, maison nel portafoglio della spagnola Puig, sembra avere una predilezione per le gallerie d’arte, quasi a suggerire che la sua demi-couture sia una forma di espressione degna di essere esposta al pari di altri capolavori. Come dargli torto. Shadow dance, questo il titolo della sua onirica collezione, catapulta lo spettatore in un mondo magico, che mescola un glamour di altri tempi con la fantasia, grazie ad un meticoloso lavoro artigianale. Basti pensare che ci sono volute 500 ore di lavoro per confezionare uno dei capi della collezione. La nuova stagione dello stilista inoltre pare segnare un cambio di passo, con un guardaroba non più gender fluid, ma che celebra piuttosto il corpo della donna, mettendone in evidenza le curve. (riproduzione riservata)