TrendGucci sfila a Londra con il suo romanticismo ribelle
Sabato De Sarno porta la collezione cruise alla Tate modern in un allestimento di piante come un’oasi. Tra accessori giganti, scamosciato seventies e tailoring british, con un finale di abiti leggeri plissettatti per una mano couture.

E in fondo la capitale inglese si fonde con il Dna della maison toscana del gruppo Kering. A partire dal Savoy, l’hotel dove il fondatore Guccio Gucci aveva iniziato a lavorare nel celebre ascensore dove trasse l’ispirazione per creare le valigie della doppia G.
Ma i cerchi si chiudono. Tailoring inglese, quadrettati british, citazioni equestri mescolati a uno scamosciato che fa sposare la Swinging London, la borghesia con Ibiza e qualche touch di frange hippy, per un fascino alla Jane Birkin.
Tra denim rilassato, camicia morbide e caban tecnici, tra underwear sensuale e abiti plissettati dalla mano couture. Conditi da nuovi accessori che amano il gigantismo.
Se dalle prime sfilate avevano debuttatto bag in formato mini, ora spazio a borse che avvolgono. Tra le Jackie maxi spuntano anche riedizioni delle Blondie. E in sala ecco che si svela la presenza proprio di Debbie Harry mentre la colonna sonora cita la sua Heart of glass.
«Esplorare una direzione creativa significa entrare in uno spazio pre-esistente e farlo vedere attraverso i tuoi occhi, passando di sala in sala al fine di rimodellare l’edificio», ha continuato Sabato De Sarno, «Abbiamo scelto Londra per la sfilata cruise, sapendo che era la scelta giusta. Devo molto a questa città, che mi ha accolto e ha saputo ascoltarmi. Lo stesso vale per Gucci, il cui capostipite fu ispirato dalla sua esperienza in questa città. Il ritorno della maison è motivato dal desiderio di immergerci nell’essenza inconfondibile, nella forza creativa della città, con la sua infinita capacità di mettere in relazione i contrasti e di farli dialogare, incoraggiando la co-esistenza. Siamo qui oggi per celebrare questo spirito». (riproduzione riservata)