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Lo streetstyle visto da Emilia Wickstead 

La stilista ci conduce nella New York di metà XX secolo, raccontata da una collezione che guarda agli scatti realizzati dall’obiettivo di Winogrand

di Michela Frau
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Un momento dello show di Emilia Wickstead
Un momento dello show di Emilia Wickstead

Addio al classico bon ton alla Emilia Wickstead. Non ci sono colori pastello, gonne a ruota e quel glamour 50s tanto amato dai Royals inglesi, che spesso scelgono gli abiti della designer neozelandese per le uscite pubbliche. Per la sua ultima collezione, svelata nel cuore di Covent garden, nelle sale sotterranee di quello che era il London film museum, la designer cresciuta a Milano non rinuncia alle ispirazioni vintage. Ma questa volta guarda al passato attraverso l’obiettivo dei fotografi di streetstyle, e in particolare è l’occhio di Garry Winogrand il punto di vista prediletto.

Ad essere immortalata è la New York di metà XX secolo, soggetto prediletto del fotografo nato nel Bronx, e il suo melting pot di culture e stili. Emilia gioca con gli elementi storicamente appartenenti al guardaroba maschile, i grigi, i tessuti pesanti e le calzature in vernice, realizzate in collaborazione con Grenson, storico calzolaio inglese che offre l’occasione per una citazione allo stile Teddy boy. C’è poi il tradizionalismo dell’Upper aast side, il preppy delle camicie con colletto e il jacquard delle maglie. Mentre lo stile italoamericano del centro si intreccia in pelle audace, mohair, abiti da sera con paillettes lucenti e ricami esagerati in organza.

Giudizio. Uno spaccato sull’anima di New York, che la designer restituisce giocando con colori, tessuti e stili. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 18/02/2024 16:02
Ultimo aggiornamento: 20/02/2024 15:54
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