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Gli anni 20 rivisitati da Ferragamo

Lunghe frange, sottovesti di seta, stampe animalier e vistosi gioielli in pelle plongé animano la collezione immaginata da Maximilian Davis, che sfila nel cortile del Portrait. In un dialogo con l’epoca di fondazione della maison

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Una proposta Ferragamo spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Una proposta Ferragamo spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

Il cortile del Portrait si trasforma in una passerella circolare, un labirinto di stile nel quale Maximilian Davis porta in scena la sua idea di donna per Ferragamo. I ruggenti anni 20 sono punto di partenza e fonte di ispirazione con un chiaro omaggio alla decade in cui venne fondata la maison. Ritrovata nell’archivio, una foto del 1925 della star del cinema muto Lola Todd, avvolta in un motivo leopardato, ha ispirato un’esplorazione delle stampe e delle texture esotiche del movimento Africana dell’era del jazz. «Mi interessava capire come certi materiali, stampe e tessuti furono importati in America e in Europa dall’Africa e dai Caraibi, diventando un simbolo di status», ha sottolineato il designer. Che si focalizza in maniera precisa sul tema e lo sviluppa corentemente all’interno della collezione. L’animalier è un leitmotiv ma non banalmente impiegato all over. Diventa piuttosto un sottile decoro piazzato sul fronte dei dress di seta, delle gonne a matita e dei top. Le frange sono un altro elemento costante su look e accessori modellandosi a ogni passo. Sottovesti di seta trasparenti da speakeasy sono rivisitate grazie a inserti di pizzo mentre patch di tessuti danno vita ad abiti metamorfici. La vernice laccata illumina i dress avvitati, indossati con gioielli in pelle plongé. Non meno rilevanti degli altri accessori presenti sulla passerella tra calzature scultoree e borse di pelle intrecciata. Per l’uomo l’ispirazione arriva invece dalla Harlem renaissance e da un dandismo languido con cravatte che si trasformano in fasce per cingere la vita degli smoking o si inseriscono in abiti patchwork.

Giudizio. «Gli anni 20 furono un momento in cui le donne stavano creando una nuova femminilità: una celebrazione della libertà, una riappropriazione di sé. Un periodo in cui le persone si creavano spazi propri, ribellandosi alle norme e traducendo quello spirito anche nell’abbigliamento». Così Davis si appropria della storia della maison per raccontare un’evoluzione di stile, con una collezione sicuramente ben identificabile e lontana dai trend. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/09/2025 19:00
Ultimo aggiornamento: 29/09/2025 19:00
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