TrendGiuseppe Di Morabito in volo tra mito e tecnologia
Il designer rilegge la storia di Icaro in chiave di rinascita sullo sfondo di una performance aerea e con un soundtrack composto dall’Ai
Dopo aver celebrato il progresso scientifico con la fall-winter 2025/26, dove l’umanoide Ameca rappresentava il potere straniante della tecnologia, per la spring-summer 2026 lo sguardo di Giuseppe Di Morabito volge al mito di Icaro, allegoria dell’ingegno e del desiderio umano di assoluto così come del rischio del fallimento, interpretato da quell’acrobata che in passerella volteggia a un palmo dal sole, reso da una grande installazione luminosa circolare. Ma la caduta del figlio di Dedalo, nell’interpretazione del brand controllato dal fondo Style capital, non è fine rovinosa ma rivelazione, ritorno alle radici, rinascita.
Così capi che sembrano reliquie antiche traducono l’audacia di questa visione tra corsetti in porcellana che ricordano la statuaria classica, crochet e macramè tempestati di pietre lucenti, armature fuse con cristalli, abiti incrostati di perle e scenografiche ali in metallo forgiate da artigiani. Si affiancano a pezzi fragili, nati da calze velate immerse in soluzione salina e abitate da concrezioni di cristalli, nastri di pizzi sfrangiati, piume leggere in dialogo con l’imperioso tailoring maschile e silhouette sensuali che paiono scolpite. A scandire lo show, una colonna sonora generata interamente dall’intelligenza artificiale, riflesso della tensione tra radici e futuro.
Giudizio. È emozionante assistere a come Ai e creatività umana possano convivere in armonia. Il designer, che ha vissuto in prima persona il trauma di una caduta da cavallo, esce a prendere gli applausi commosso. Il suo messaggio di rinascita ha la potenza delle grandi narrazioni, e un senso di speranza che dà le vertigini, oltre che i brividi. (riproduzione riservata)