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Giada, quiet luxury tra arte e natura

di Flavia Iride
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Giada, quiet luxury tra arte e natura

Guarda all’arte rinascimentale e al Giardino di Boboli la p-e 2026 di Giada by Gabriele Colangelo, in un connubio tra arte e natura che viene rinnovato. Ancora una volta, la scelta di presentare in un museo, il Poldi Pezzoli di Milano, e ancora una volta ponendo come trait d’union la natura. Il motivo della peonia è reiterato in intagli e ricami su abiti e gonne, comparendo, anche laddove non esplicitamente visibile, nelle silhouette dei capi e nella maglieria.

La collezione strizza l’occhio alla couture con i capi decorati da frange illuminate da micro-jais che, assieme alla scelta di tinte neutre e pastello, rievocano la rugiada, una passeggiata in un giardino, un sentiero di ciottoli. Una prova che sembrerebbe da perfetto manuale quiet luxury, se non fosse per la lavorazione dei tessuti iper sofisticata e massimalista. Un rigore stemperato da trasparenze, un apparente minimalismo tradito dalle strutture dei capi e da appuntiti stivaletti in maglia o slides sfrangiate ad arte. «Mi ispiro all’estetica orientale e l’Asia resta il mercato centrale per il nostro business», racconta a MFF Colagelo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 25/09/2025 19:39
Ultimo aggiornamento: 25/09/2025 19:39
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