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Fendi color

Arte, moda e artigianato convivono nel cuore della collezione disegnata da Silvia Venturini Fendi per la maison romana. Che si rivolge a donne «gentili ma forti, con un romanticismo stemperato dal colore e da fiori ironici», ha spiegato la designer. In prima fila star come Naomi Watts e Hilary Duff e l’ad Ramon Ros

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Un look Fendi spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Fendi spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

Maxi pixel colori si susseguono in una geometria di pieni e vuoti, costruendo l’architettura dello show. L’allestimento porta la firma di Marc Newson e racconta quella commistione tra moda, arte e artigianato su cui Fendi ha voluto accendere i riflettori anche con l’opening del suo Palazzo in via Montenapoleone a Milano. Piccoli tasselli, o pixel appunto, che definiscono il percorso della maison di Lvmh, in un racconto intimo, come i corridoi tracciati dalle geometrie nel maxi spazio di via Solari e «romantico», come lo ha definito Silvia Venturini Fendi, anima creativa della casa di moda. «Volevo una collezione romantica ma non stucchevole e usare tanto il color e, nelle sue varie sfumature. Volevo parlare a donne gentili, morbide ma forti», ha spiegato la designer nel backstage.

Quello che si percepisce subito assistendo allo show è un senso di leggerezza, trasmesso dai tessuti impalpabili, dai color block decisi, dalle forature che percorrono la pelle rendendola una trama in movimento. Mentre fiori stilizzati, a volte ironici, conducono subito il pensiero verso la gioia della primavera in arrivo e coulisse tecniche permettono ai capi di essere modulati come i vestitini di un bambino. «Permettono di decidere quanto mostrare, se adottare volumi over o più morbidi», ha proseguito la designer. Così bretelle e lingue colorate profilano i capi, zip dal touch sportivo, realizzate però con cimose di raso rivoluzionano le superfici impalpabili di seta e garza, mentre intarsi di pelle e di pelliccia definiscono i capospalla e le borse di stagione. Margherite sbocciano forando i tessuti o si trasformano in ironici «sunny side flowers» perché applicati su abbigliamento e accessori a mimare un uovo al tegamino come in un ideale cartoon. Maschile e femminile si fondono in un gioco materico che abbraccia organza trasparente, polo in crochet, twin-set in seta a maglia intrecciata e tute tecniche montate con pannelli soft.

Un dialogo che si afferma anche grazie a un casting che coinvolge donne e uomini molto diversi. «Siamo tutti ossessionati dalla gioventù ma volevo mostrare persone che invecchiano in maniera serena», ha concluso Venturini Fendi. «La colonna sonora, creata da Frédéric Sanchez, riflette il mio desiderio di dare la parola, virtualmente, alle persone e anche ai modelli. La musica si combina alle voci di personaggi iconici del cinema italiano, tra parlati di Fellini con Anna Magnani, Alain Delon e le canzoni di Patty Pravo e Ornella Vanoni. Questa è una moda che parla di individualismo».

Giudizio. L’opening del Palazzo milanese e uno show che ribadisce i valori di una maison che vuole tornare a far sentire la sua voce, mettendo l’accento su un saper fare unico, sul legame con l’arte e su un heritage centenario. Gli ingredienti giusti per continuare a brillare e a costruire i prossimi cento anni nel segno della moda ci sono tutti. Non resta che guardare al domani. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/09/2025 19:15
Ultimo aggiornamento: 24/09/2025 19:15
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