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Futurismo glam di Pierre Cardin

Il brand immagina un’utopia spaziale chic. Tra mantelle in vinile e jumpsuit di neoprene che proiettano nel domani

di Silvia Manzoni (Parigi)
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Un look Pierre Cardin primavera-estate 2026 (ph Silvia Manzoni)
Un look Pierre Cardin primavera-estate 2026 (ph Silvia Manzoni)

La base è una tuta di neoprene che copre il corpo. Può essere nera, bianca, rosa o gialla. E sopra ci si può sbizzarrire con una serie infinita di accessori: gonnelline, scampoli plastificati, occhielli, tasche a marsupio che penzolano da una sorta di salopette. È il mondo colorato e fantasioso di Pierre Cardin, che immagina una società in cui per vestirsi basta scegliere come decorare la propria jumpsuit. Nello storico negozio in rue du Faubourg Saint Honoré, il bel mondo che segue fedelmente la maison applaude questo show dallo spirito avveniristico, coerente con i gusti del fondatore, che ha sempre professato il suo amore per lo spazio.

Su maxi schermi vengono proiettate immagini di città utopiche, in cui la natura rigogliosa si sposa con architetture sinuose. In questi luoghi si esce vestiti con strascichi e mantelline lucenti, grandi collier-plastron, aculei rotondeggianti, astucci tondi fissati sul décolleté e borsette tubolari. Abiti che ricordano quelli dei marziani, creature senza tempo che galleggiano in uno spazio indefinito.

Giudizio. Una viaggio dalla terra alla luna. I look proiettano la moda in una dimensione onirica che prescinde dalle logiche commerciali e dà continuità all’heritage del brand. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 07/10/2025 19:21
Ultimo aggiornamento: 07/10/2025 19:22
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