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Frasers al 48% di Hugo Boss, ma l’opa non va a segno: adesioni solo dal 17,6% degli azionisti

L’offerta da 38 euro per azione non convince gli investitori della maison tedesca. Il gruppo britannico rafforza così la propria partecipazione mentre il ceo del brand, Daniel Grieder, prosegue il piano di rilancio

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Meghann Fahy nella campagna spring-summer 2026 di Boss (courtesy Hugo Boss)
Meghann Fahy nella campagna spring-summer 2026 di Boss (courtesy Hugo Boss)

Si conclude senza successo l’opa lanciata da Frasers group su Hugo Boss il 10 giugno. Il gruppo britannico a capo tra gli altri di Flannels, House of Fraser e, dalla scorsa settimana, dei grandi magazzini di lusso Harvey Nichols, ha aumentato la propria partecipazione nella casa di moda tedesca da circa il 26% a quasi il 48% in poco più di due mesi, senza però riuscire ad assumerne il pieno controllo. Solo il 17,6% degli investitori, infatti, ha aderito all’offerta pubblica di acquisto promossa da Frasers group.

Il management di Hugo Boss aveva fin dal principio invitato gli azionisti a respingere l’offerta in contanti da 38 euro per azione, sostenendo che il prezzo non riflettesse il valore e il potenziale della società. Hugo Boss aveva inoltre avvertito gli investitori che l’offerta, che incorporava un premio di appena il 4% rispetto al prezzo delle azioni prima dell’annuncio, sembrava indicare che l’obiettivo non fosse una vera acquisizione, ma piuttosto un aumento della partecipazione di Frasers.

Circa il 7% degli azionisti di Hugo Boss aveva comunque aderito all’offerta di Frasers durante il periodo iniziale di adesione, il cui termine è stato successivamente prorogato dal 27 luglio al 13 agosto a causa del lento procedere delle adesioni. Al 20 luglio Frasers aveva superato la soglia del 30% con l’acquisto di 2.549.900 azioni attraverso l’esercizio di opzioni put, pari a una quota del 3,69%. La partecipazione complessiva era così salita a 20.897.361 azioni, equivalenti al 30,28% del capitale sociale e dei diritti di voto, facendo scattare, secondo la normativa tedesca, l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale.

Hugo Boss da diverso tempo sta portando avanti, sotto la guida dell’amministratore delegato Daniel Grieder, un piano di rilancio volto a migliorare la performance finanziaria. Da quando ha assunto la guida dell’azienda nel 2021, per il ceo si tratta del secondo tentativo di risanamento. Per questo motivo Frasers ha assunto un ruolo da azionista attivista fin dal primo investimento in Hugo Boss, spingendo per un cambiamento all’interno della società. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 18/08/2026 10:50
Ultimo aggiornamento: 18/08/2026 18:20
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