TrendArtsy dream per Francesca Liberatore
Il brand sfila nei corridoi di una scuola primaria, con un mix & match dagli accenti artsy
Il compito di chiudere la Milano fashion week va come di consueto alla sfilata di Francesca Liberatore. Che si conferma impegnata a raggiungere un pubblico più ampio possibile, che include molti studenti internazionali di moda, e trova posto nei corridoi della scuola primaria Alberto da Giussano. «Penso che il linguaggio dell’arte, che per me si intreccia a quello della moda, vada insegnato fin da piccoli», spiega a MFF la designer, riflettendo sulla scelta della location. Una lavagna che separa dal backstage ci ricorda, citando Paul Klee, che l’arte «non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è».
Poi la sfilata parte sulle note de I sogni son desideri, trasportando in un’atmosfera onirica e fantasiosa. Tessuti checked per silhouette ladylike incontrano stampe animalier in piccoli colli effetto fur annodati con disinvoltura attorno al collo. Mentre uno spirito sportivo emerge nei bomber con dettagli in pizzo e nei completi in ciniglia a coste con stampa chevron. Gli accostamenti di colore seguono una logica libera. Sul finale, alcune maschere escono con dei cartelli che recitano aforismi celebri di scrittori e artisti sull’importanza della cultura e del sogno ad occhi aperti.
Giudizio. Il brand propone un mix & match disinvolto e artsy che invita ad abbracciare la leggerezza come stile di vita. (riproduzione riservata)