TrendFerragamo rilegge i ruggenti 20s
Maximilian Davis evoca il periodo storico tra frange, abiti sottoveste, piumette che svettano dalle décolleté e dai profili degli slip dress trasparenti ma anche nell’idea di vestirsi con abiti maschili
«Negli anni 20 gli abiti rappresentavano un modo per celebrare la libertà. Quell'espressione che oggi risuona in me, nel mio heritage e in Ferragamo». È così che Maximilian Davis descrive la sua ispirazione per la collezione della casa di moda fiorentina. Un richiamo a quel periodo sussurrato nelle frange, negli abiti sottoveste, nelle piumette che svettano dalle décolleté e dai profili degli slip dress trasparenti, ma anche nell’idea di vestirsi con abiti maschili.
Soprattutto nella prima parte dello show, il guardaroba dell'uomo e quello della donna si mescolano infatti tra di loro in cappotti di lana corposa, che avvolgono e proteggono, e completi pantalone-camicia di nappa. Per capi che sottraggono piuttosto che aggiungere. «Tendo sempre a semplificare le cose», spiega Davis. «Amo partire dalla ricchezza della storia per poi distillarla e renderla più pulita, più moderna».
Giudizio. La sfida di Ferragamo è ancora aperta. Il marchio prosegue nel percorso di scrittura del proprio futuro a livello strategico e creativo. Proprio in concomitanza con la sfilata, ad esempio, è stata inaugurata la rinnovata boutique milanese, studiata secondo un nuovo concept svelato per la prima volta. Un rebranding generale in fase di metabolizzazione da parte del consumatore. La collezione di Davis cerca il bilanciamento tra creatività e prodotto nell’ottica di sedurre un pubblico eterogeneo. (riproduzione riservata)