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Ferragamo a passo di danza con Pina Bausch

«La coreografa è la reference di tutta la collezione. E volevo anche un bel senso di comfort», spiega il creativo Maximilian Davis davanti a un moodboard che reca almeno 10 scatti dell’artista tedesca. La fashion industry allo show saluta il ritorno del manager Michele Norsa in questa fase complessa per il gruppo

di Tommaso Palazzi
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Una proposta Ferragamo fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten)
Una proposta Ferragamo fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten)

Il set è come un labirinto di cerchi concentrici, calato in un’oscurità che genera qualche problema di seating tra i guest: i settori sono tanti e la passerella è coperta di petali di rosa. E, in teoria, non si potrebbe attraversare… Superata l’impasse, lo show prende finalmente avvio sulle note di Sabrina degli Einstürzende Neubauten. Per Ferragamo, il creativo Maximilian Davis trae le ispirazioni dal mondo della danza, esplorando il lavoro degli artisti del Tanztheater tedesco e le espressioni libere delle loro coreografie. Pervasa dagli echi visivi degli anni 20 e 80, decadi chiave per il genere della danza espressionista, la collezione è un viaggio di armonie nel tempo, attraverso la visione distintiva di Davis.

«Pina Bausch è la reference di tutta la collezione e volevo anche un senso di comfort», spiega il designer davanti a un moodboard che reca almeno 10 scatti della coreografa. Questo stesso sentimento ha ispirato il lavoro dei coreografi del movimento Tanztheater negli anni 70 e 80. «Anche quello fu un momento di liberazione», riflette Davis. «La loro espressione dell’amore attraverso il movimento è una rivelazione inattesa; esplorata in un modo che nessun altro ha mai percorso nei decenni successivi». Nel backstage Lotta Volkova saluta un po’ di celeb, mentre le modelle si cambiano. Tra i seat si saluta con entusiasmo il ritorno del manager Michele Norsa per risollevare un momento complesso per il business. «C’è energia nuova», dice in backstage James Ferragamo.

Nei look compare ogni tanto un tocco opulento in completi di piume o nastri rossi. La ricchezza floreale delle campagne Ferragamo degli anni 80 e il design delle scarpe d’archivio sono direttamente evocati nelle calzature, dove petali in organza, pelle e satin sbocciano sulle décolleté con punte a mandorla, o si avvolgono intorno alla caviglia dei sandali. Una nuova zeppa, ispirata ad un brevetto di metà secolo di Salvatore Ferragamo con tomaia continua, adotta una forma allungata e futurista. Per l’uomo, il gusto classico delle brogue e degli stivaletti è rivisitato attraverso il tratto audace delle zip, o attraverso la consistenza solida e robusta della pelle a grana spessa.
Giudizio. Less is more per Maximilian Davis. In tutta la collezione, i dualismi poetici delle performance del Tanztheater tedesco, quello di Sascha Waltz oltre che di Pina Bausch, danno un ritmo a pezzi minimal con un twist. La parola finale ora spetta ai mercati. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/03/2025 19:15
Ultimo aggiornamento: 03/03/2025 19:15
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