TrendFemme à la Saint Laurent
«La collezione è partita da un’intervista con monsieur Yves degli anni 90. La sua donna? Saint Laurent c’est moi, rispose». Con queste parole Anthony Vaccarello evoca il founder di maison, tra suit maschili, cravatte e zero make-up. Passando per gonnelloni dal tocco balcanico e un finale couture dai colori vivaci

La pioggia incessante su Parigi regala una piccola tregua. Giusto per permettere ad Anthony Vaccarello di portare in scena le sue donne Saint Laurent su quella passerella coperta da un ovale dorato che guarda il cielo. Quasi un buco verso l’universo che lascia bagnato sulla passerella. Ma il passo è incessante nelle femme che aprono lo show, very monsieur Yves. Vestite un po’ come il fondatore della maison appartenente al gruppo Kering. Completi maschili, cravatte a contrasto, spalle dell’edonismo, cappotti di pelle, make-up effetto no make-up.

«Ho iniziato questa collezione partendo da un’intervista a Yves Saint Laurent negli anni 90, in cui il giornalista gli chiese chi fosse la sua donna», ha spiegato a MFF lo stesso Anthony Vaccarello, «lui disse: “Saint Laurent c’est moi” e io l’ho presa come una risposta di primo grado, come a dire: “Ok, facciamo un po’ di Yves Saint Laurent per la sfilata”. E anche dopo l’ultimo menswear, dove il tailoring era fluido e i tessuti erano molto femminili, questa stagione per le donne volevo un tessuto molto asciutto, molto maschile. C’è una vera cravatta bordeaux, ci sono tutti quei tipi di bad paisley e bad stripes che ricordano i Ninenties di Yves Saint Laurent. Volevo giocare con questo tipo archetipo dell’abbigliamento di Yves Saint Laurent, con il suo stile personale».

Capelli tirati indietro con nonchalance, raccolti in uno chignon e poi liberati da onde femminili. Dal mattino a quella sera che dai look mannish scopre prima lunghe gonne gitane e finisce con una ritrovata anima couture. Più materica, più lavorata rispetto a quel nudo clean velato andato in scena nell’ultima sfilata per l’inverno 2024. «Avevo solo bisogno di fare qualcosa di diverso. Non volevo rimanere bloccato lì. Amo ancora la mia ultima collezione, ma non voglio essere vittima di quell’idea. Voglio, anche per me stesso, essere sempre sorpreso da qualcosa di nuovo», ha continuato Vaccarello. «Per la sera volevo qualcosa di violento. Come quando si mescolano quei colori un po’ improbabili come il nudo con il rosso, il blu con il verde. Ma anche in questo caso, non volevo che sembrassero dolci. Come il casting che è più simile a un casting maschile».

E la notte parigina viene interrotta da un clash cromatico sgargiante con giacche damascate, gonne a balze e sottovesti di pizzo che sbucano dall’orlo. Mentre la passerella battezza un come back, quello di Bella Hadid che torna a sfilare indossando uno smoking morbido e degli occhiali che non ne possono mascherare il fascino. «Mi piaceva l’idea di metterla in qualcosa di molto nero e maschile», ha spiegato Vaccarello. «L’ho conosciuta l’anno scorso. Non sono appassionato di celebrità, ma lei è molto intelligente e molto istruita. E ho pensato che fosse molto quel tipo di donna, è molto Saint Laurent».
Giudizio. «Dopo quasi nove anni, qui mi sento a casa». La fusione estetica tra la fashion house e il designer si conferma, non ci sono diverse dimore estetiche, la casa è una sola. La visione anche. Ed è sempre molto forte, sfacciata e senza mezze misure. (riproduzione riservata)