TrendFemininity parade per Genny alla Milano fashion week
Sfila un inno alle donne per la fall-winter 2025/26 del marchio di Swinger international. Tra nappe, leitmotiv della stagione, immaginate da Sara Cavazza Facchini come medaglie al valore applicate come decorazioni su soffici pullover, come pendenti su mocassini e slingback, o trasformate in seta e cristalli su corpetti e borse
Una maxi nappa, alle cui estremità compare un cuore, segna il confine tra il backstage e la pedana total white dello show di Genny fall-winter 2025/26. Un ornamento. Ma anche un simbolo. Simbolo, nella religione induista, che evoca il processo di risveglio spirituale con cui si arriva alla beatitudine mentre nell’araldica ecclesiastica e militare indica la dignità rivestita da chi la indossa. E che per Sara Cavazza Facchini oggi diventa una sorta di onorificenza conferita alle donne immaginata come una stampa, trasformato in maxi applicazioni, e poi ripetuto sugli accessori. Una medaglia al valore per una season che appare come una vera e propria femininity parade.
Sono iper femminili infatti le donne di Genny mentre incedono in giacca da smoking, pantaloni sciolti, gilet e cravattini che in realtà diventano un fiocco. E poi le nappe che sono onnipresenti. Stampate oppure ricamate con due o tre tecniche diverse sulla camicia maschile, ma anche trasformate in decorazioni tridimensionali intrecciate in soffici pullover di mohair bianco-lana o, ancora, utilizzate come pendenti in cuoio su mocassini e slingback, in seta e cristalli sulle borse da sera.
E poi una serie di elementi che sembrano un’interessante operazione di archivio reloading. Un heritage di prototipi e modelli disegnati per il marchio dal 1962 fino ad oggi, da cui la designer ha attinto per un nuovo vocabolario di segni al femminile. A cominciare dai tubicini di metallo attorno allo scollo del cardigan trasformati in un nuovo tipo di piping, passando per la G di Genny che diventa fibbia e bottone e per la ghiera di ottone forato usata come un distintivo d’onore alla femminilità. E poi c’è l’ampio cappotto tagliato come un pastrano militare che la designer si drappeggia addosso al contrario allacciando le maniche come nastri di un corsetto sulla schiena ideando cosi i volumi di un abito da sera bianco e nero.
Spiccano poi i colori della luce e dell’ombra che per i look sono spesso abbinati come nella teoria taoista di Yin e Yang, sottolineando l’interessante ricerca di nuove forme tra cui la mantellina con profondo scollo a cratere sulla schiena oppure la baschina a canne sia geometriche sia tonde sulle bluse da sera. Tra le tinte dominanti poi il blu di mezzanotte del paltò double e dei completi presi dal guardaroba di lui, una calda tonalità di cammello sull’avvolgente cappotto con doppio rever e una punta di rosa nei classici motivi maschili tipo spina di pesce o tartan scozzese. Il tutto con gusto molto British nei capi sartoriali e molto couture in quelli da sera.
Giudizio. Abiti da sera come quelli finali, in cui la trama della nappa riappare ora ricamata su un corsetto a gabbia blu-black. Che cattura lo sguardo, così come l’intera collezione che riceve il plauso del pubblico già tra i front row della sfilata. (riproduzione riservata)