skin track
Business

Atelier Fragranze Milano prevede una crescita di oltre il 20%: ricavi attesi a 8 milioni e nuovo stabilimento

Il laboratorio milanese di fragranze punta ad una crescita in doppia cifra nel 2026 grazie al settore in forte crescita. L’ad Maffei annuncia un nuovo stabilimento da 1,5 milioni

Leggi dopo
tempo di lettura
Atelier Fragranze Milano prevede una crescita di oltre il 20%: ricavi attesi a 8 milioni e nuovo stabilimento

La profumeria di nicchia continua a vivere una fase di forte espansione e Atelier Fragranze Milano si prepara ad accompagnare questa crescita con nuovi investimenti produttivi. La società milanese, specializzata nella creazione e produzione di fragranze, prevede di chiudere il 2026 con ricavi compresi tra 7,5 e 8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 6,5 milioni registrati nel 2025. Ovvero con un aumento dei ricavi di oltre il 23%.

A delineare le prospettive dell'azienda è Luca Maffei, profumiere, amministratore delegato e cofondatore di Atelier Fragranze Milano, incontrato a Esxence 2026, la manifestazione internazionale dedicata alla profumeria artistica in corso a Milano. «Il settore della profumeria di nicchia continua ad andare molto bene», spiega Maffei. «Vediamo una crescita sostenuta in Europa, negli Stati Uniti e nei Paesi arabi, mentre l'Asia sta accelerando in modo significativo grazie soprattutto a Cina e Corea».

Le collaborazioni con i grandi marchi

Fondata nel 2011 a Milano, nella zona di viale Certosa, Atelier Fragranze Milano sviluppa e produce internamente le proprie creazioni. «Creiamo e produciamo tutto a Milano», sottolinea il manager. «La nostra attività non è energivora e non genera particolari scarti di lavorazione, elementi che ci consentono di operare con un modello produttivo efficiente».

A guidare l'azienda è una figura tra le più note della profumeria artistica italiana. Nel corso della sua carriera, Maffei ha firmato più di duecento fragranze per numerosi marchi internazionali, tra cui Carthusia, Trussardi, Acca Kappa, Perris Monte Carlo, Histoires de Parfums, Laboratorio Olfattivo, Houbigant, Acqua dell'Elba e Salvatore Ferragamo, costruendo nel tempo una reputazione che ha contribuito a rafforzare il posizionamento di Atelier Fragranze Milano nel panorama internazionale del settore.

Maffei: perché i grandi marchi italiani affidano i loro profumi all’estero?

L'azienda può contare su un team di cinque profumieri, di cui tre italiani e due francesi, e collabora con alcuni dei principali marchi della profumeria artistica e tradizionale. «Da sempre sostengo che molti grandi brand che si presentano come ambasciatori del Made in Italy affidino ancora la creazione delle fragranze all'estero», osserva Maffei. «Esiste ancora il retaggio secondo cui la profumeria sarebbe esclusivamente francese, ma l'Italia dispone di competenze e creatività di altissimo livello».

L'obiettivo della società resta quello di differenziarsi attraverso l'innovazione creativa. «Vogliamo contribuire a innovare la profumeria attraverso nuove idee e nuove interpretazioni olfattive, valorizzando al tempo stesso il talento dei nasi italiani».

Sul fronte economico, Atelier Fragranze Milano ha chiuso il 2025 con un fatturato di 6,5 milioni di euro e un ebitda margin del 23%, livelli che evidenziano una buona redditività operativa in un comparto caratterizzato da elevato valore aggiunto.

Il nuovo stabilimento a Milano

Per sostenere la crescita futura, il board della società ha approvato un piano di investimenti che prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo a Milano a breve. L'investimento complessivo ammonterà a circa 1,5 milioni di euro e consentirà di aumentare la capacità produttiva e supportare l'espansione sui mercati internazionali.

Tra questi, particolare attenzione è rivolta all'Asia. «La Cina è un mercato molto interessante e con un grande potenziale di sviluppo», afferma Maffei. «Oggi non dispone ancora di una tradizione consolidata nella formazione dei profumieri, ma la domanda cresce rapidamente e rappresenta una delle opportunità più interessanti per il settore».

Più complessa la situazione in Medio Oriente, dove la domanda rimane elevata ma le tensioni geopolitiche e le difficoltà logistiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz stanno creando alcune criticità nelle catene di approvvigionamento e distribuzione.  (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/06/2026 12:40
Ultimo aggiornamento: 05/06/2026 13:41
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso