TrendDsm Kei Ninomiya debutta sulla passerella con una punk community
La label di Dover street market evoca l’icona Judy Blame e le opere di Jamie Reid. Tra collaborazioni con Schott per le giacche perfecto e Vans o George Cox per le calzature. In un mix di tartan, catene e spille da balia

Le note live di Villa lontana records, label romana di musica strumentale indipendente, risuonano ipnotiche nel cortile del Complesso di Sant’Orsola. Creature punk emergono dall’oscurità della notte percorrendo l’ex monastero nel cuore di Firenze che accoglie lo show performance di Dsm Kei Ninomiya, special guest di Pitti immagine uomo 110. Untitled, untethered, undefined sono le parole usate per definire la collezione creata dal designer nipponico Kei Ninomiya per la label di Dover street market, alla sua terza stagione, la prima in passerella. «Our punk», sottolinea Adrian Joffe, presidente di Comme des garçons international e ceo di Dsm. E la collezione ruota proprio intorno a questo concetto, ovvero in che cosa possa identificarsi la community punk oggi. In uno street cast local, ovvero selezionato in Italia, a Milano nello specifico. O in un mix di citazioni al passato glorioso dei 70s, a quei cliché dell’estetica non convenzionale, come pins, catene, tartan, biker jackets e creepers trasportati sulle strade di oggi. Tra omaggi a Judy Blame, icona punk della moda, e collaborazioni speciali, che incarnano appieno l’anima di Dsm.

Dalle grafiche iconiche di Jamie Reid, firma della cover God save the queen dei Sex pistols, alle partnership con i brand Schott per le giacche perfecto, Vans per le sneakers, passando per George Cox per le creepers fino a Pretty relics per le T-shirt da concerto che raccontano uno speciale tour mondiale di Dsm. Street quindi, ma anche sartoriale nei completi tailored che si rivestono di catene e spille da balia e nei due pezzi tartan in tessuti corposi che portano l’etichetta Made in Italy. Come sigillo di garanzia di un prodotto pensato per arrivare realmente al pubblico ed essere desiderato, indossato e vissuto attraverso le stratificazioni del tempo.

Giudizio. C’è la conferma della volontà di esplorare, attraverso questa linea, una proposta reale di capi mettibili e rivolti al mercato, guidati però da un forte concept e da un’immagine precisa. Che in questo caso parla di ribellione alle regole e libertà di espressione personale. Se la sfilata sarà un evento one shot o verrà replicata in futuro non è dato sapere. Quello che è certo è che il progetto della labal proseguirà coinvolgendo anche altri designer e artisti per costruire un’ampia community Dsm. (riproduzione riservata)
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