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Dior sfila a Roma con fantasmi couture

Maria Grazia Chiuri ritorna nella sua città con la collezione cruise della maison di Lvmh. Con uno show sotto la pioggia dall’intensità cinematografica dove mescola creazioni prêt-à-porter con alcune uscite d’alta moda davanti a un parterre in cui spiccano anche Giancarlo Giammetti e Silvia Venturini Fendi

di Stefano Roncato (Roma)
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La pioggia improvvisa prende alla sprovvista il pubblico nella sera di quei giardini magici. Ma forse ne aumenta il fascino misterioso tra nebbie sceniche e labirinti di siepe. Sono gocce di memoria, come direbbe la cantante Giorgia, per accompagnare Maria Grazia Chiuri che ha portato la cruise di Dior a Villa Albani Torlonia con un feeling che mescola arte e cinema, teatro e visioni oniriche con chiaroscuri felliniani. Dopo essere nata qui, dopo gli anni da Fendi, i successi da Valentino e adesso con la maison del gruppo Lvmh, cosa vuol dire tornare nella sua città? «Io Roma non l’ho mai lasciata, sono una pendolare», scherza la stessa Chiuri nel backstage della sfilata che diventa un’ode visiva, un montaggio cinematografico di archetipi e reminiscenze. E anche gli ospiti sembrano fare parte di uno script cinematografico. L’ex Cigno nero Natalie Portman, Deva Cassel fresca fresca di Gattopardo o Ashley Park di Emily in Paris, serie di successo che è approdata a girare a Roma. Ma non solo, ecco Giancarlo Giammetti, partener storico di Valentino o Silvia Venturini Fendi, con mamma e figlie Delfina e Leonetta.

Un look Dior cruise 2026 (@ Fondazione Torlonia)
Un look Dior cruise 2026 (@ Fondazione Torlonia)

It’s a family affair anche sulla passerella che mixa mondi, rompe le regole. Le modelle indossano abiti prêt-à-porter affiancati a creazioni d’alta moda senza soluzione di continuità, con una spiccata propensione per lunghi dress e per un inizio mannish tra frac e marsine. I bustier sembrano riemergere da sogni pompeiani, le giacche militari bordate di nero citano lo stile New look attraverso la lente di Pierpaolo Pasolini e le gonne plissé ondeggiano come sipari teatrali. Nel giardino rinascimentale, trasformato in tableau vivant da Imre e Marne van Opstal, dodici danzatori aprono la scena a una parata di apparizioni. «Lo spirito della collezione nasce da due elementi fondamentali», ha continuato Chiuri, «da un lato Mimì Pecci Blunt, dall’altro la collaborazione con l’Atelier Tirelli. Mimì è stata una figura centrale, affascinante, colta, capace di creare connessioni tra le arti. E Tirelli è un atelier da Oscar, con un sapere straordinario che unisce la couture al teatro e al cinema».

Una proposta Dior cruise 2026 (@ Fondazione Torlonia)
Una proposta Dior cruise 2026 (@ Fondazione Torlonia)

E proprio la stessa Maria Grazia Chiuri ha appena riaperto il Teatro della cometa, fondato dalla Pecci Blunt, ora acquistato e ristrutturato dalla designer. Che chiama l’orchestra Roma Sinfonietta per accompagnare lo show tra velluto rosso sangue con drappeggio da toga imperiale che evoca l’opulenza delle sorelle Fontana e cappotti in broccato con reverse maschile che sembrano sfilati da un film mai girato di Luchino Visconti. «Ci tenevo che lo show non fosse una semplice sfilata, ma un’esperienza immersiva, come un tableau vivant. Abbiamo coinvolto Matteo Garrone per realizzare un film invece dello streaming tradizionale. C’è un rimando al film Fantasmi a Roma, dove il confine tra realtà e finzione è sottile, proprio come volevamo fosse il nostro show».

Roma torna nei ricami in pizzo che sembrano affreschi, nelle cappe monumentali che rendono omaggio al barocco, nei cappelli a larga tesa che strizzano l’occhio ai costumi del 700, nei colori come il bianco, il nero, il rosso e l’oro che parlano la lingua del dramma. «Per la prima volta nella cruise abbiamo incluso anche capi di couture. Ho voluto fortemente che entrambi i miei studi, quello del prêt-à-porter e quello dell’alta moda, lavorassero con Tirelli. Credo molto nel valore educativo di queste esperienze. Anch’io ho imparato grazie a chi mi ha dato fiducia, come le sorelle Fendi o Valentino. Oggi voglio trasmettere lo stesso agli altri».

Giudizio. Tutte le strade portano a Roma, si dice. E lo show immaginato da Maria Grazia Chiuri è stato un omaggio al suo Dna, alle sue esperienze e passioni. C’è il passato che torna, c’è il mistero del domani, visto che i suoi fantasmi couture hanno gli occhi coperti da una fascia di pizzo. Kim Jones lo scorso gennaio aveva bendato i modelli per la sua ultima sfilata. Che sia un messaggio? (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 28/05/2025 19:20
Ultimo aggiornamento: 28/05/2025 19:20
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