TrendDior, il debutto di Jonathan Anderson nella couture accende Parigi. E allo show spunta John Galliano
Il debutto nell’alta moda di Jonathan Anderson per la maison di Lvmh viene supportato da un parterre d’eccezione a partire da John Galliano cui lo stilista nordirlandese rende omaggio «L’alta moda è un laboratorio di idee e di tecniche che vanno tutelate», spiega. Tra bouquet floreali, miniature del 700 con fiori e farfalle e citazioni alle ceramiche dell’artista Magdalene Odundo
Specchi antichi circondano le pareti. Il soffitto è un prato di ciclamini in fiore. Evocano quelli che John Galliano portò a Jonathan Anderson e al suo team creativo quando venne invitato a vedere la prima collezione di Dior creata dallo stilista nordirlandese, in anteprima su tutti. E proprio Galliano compare a sorpresa allo show, segnando un comeback storico da Dior come spettatore, fotografato accanto a Sydney Toledano. Assieme a lui, a supportare questa prima prova ci sono anche Chemena Kamali, designer di Chloé, e Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Balenciaga oltre all’attesissima Rihanna. La musica delle quattro stagioni di Vivaldi si mescola a Teardrop dei Massive Attack, a Glory box dei Portished e a Baby’s on fire di Brian Eno, in un clash tra 700 e primi anni 2000 per la collezione di debutto di Anderson nella couture della maison di Lvmh e nell’alta moda in generale.
«La couture deve essere un laboratorio di idee, ho spinto gli atelier al limite e mostrato il lavoro eccezionale che sono in grado di fare», racconta il designer durante un ristretto incontro con la stampa. «Lavorare sulla couture mi ha fatto sviluppare un rispetto enorme per la moda. Ogni capo è fatto su misura per una persona. Se non preserviamo queste tecniche, scompariranno», prosegue Anderson che rivela di essere partito dalla forma di un vaso dell’artista Magdalene Odundo per la costruzione di un abito. Bianco, essenziale nella silhouette ma ricercatissimo nella lavorazione. Una struttura che evoca quelle architettoniche firmate da monsieur Dior ma alleggerita all’estremo grazie a un tulle di seta ritorto e fissato sul fondo.
È lo starting point di una ricerca che prosegue attraverso la memoria della maison, del fondatore ma anche del lavoro dello stesso Galliano e citazioni al passato.
A partire dalle miniature del 700 che riproducono fiori e farfalle nei loro minimi dettagli come posti sotto una lente d’ingrandimento. Perché la natura è in continuo movimento e da essa si può sempre imparare. Fiori realistici vengono ritagliati da sete leggere o miniaturizzati in ricami densi di perle, top a palloncino sono velati di rete; chiffon e organza sfilacciati sono stratificati come piume. Fiori veri decorano i capelli delle modelle come scenografici copricapi. In questa costante esplorazione delle tecniche conquista una posizione di primo piano anche la maglieria. «Penso sia qualcosa che non è stata esplorata fino in fondo nella couture», aggiunge Anderson. Alla base di tutto c’è anche l’idea di come riciclare, reinventare e attualizzare. «Tutti i gioielli sono realizzati con meteoriti, fossili, cammei romani, pietre grezze o oggetti trovati, poi riassemblati», prosegue Anderson. Che in quest’ottica di reinvenzione ha voluto che da oggi il Musée Rodin con l’allestimento esistente accolga un’esposizione gratuita per il pubblico e le scuole.
Per mettere a confronto il lavoro di Magdalene Odundu con gli schizzi di monsieur Dior e la couture appena presentata.
Giudizio. Un debutto storico per Jonathan Anderson che segna un altro momento iconico nella moda, ovvero la presenza di John Galliano allo show di Dior dopo la brusca fine della sua direzione creativa. Un reboot per la couture e per il marchio nel segno di un omaggio rispettoso al passato. Attraverso lo sguardo fresco di un designer capace di regalare coolness a tutto ciò che tocca. (riproduzione riservata)
- Quali sono le implicazioni del ritorno di John Galliano in un evento Dior?
- In che modo la visione di Jonathan Anderson per la couture si distingue dai suoi predecessori?
- Quali sono le tecniche innovative utilizzate da Anderson nella collezione e come valorizzano l'artigianato?