TrendLa rockstar aristocratica di Dior
Jonathan Anderson decide di portare la maison del gruppo Lvmh nelle sale preziose e nei giardini del Musée Nissim de Camondo. Tra abiti pijama e papillon, smoking dalle linee morbide e jeans destroy ricamati, pantaloni di pitone dorato e marsine napoleoniche

Il primo ciak potrebbe essere in una magione di Parigi, come in una villa di Los Angeles o in un castello inglese. Perché l’avventura che Jonathan Anderson immagina per i Dior boys ha un touch molto cinematografico. Sono personaggi di un film, rockstar aristocratiche e dannunziane che si svegliano tardi la mattina e che si affacciano sul parco della villa con indosso un cappotto con collo a scialle, pantaloni di pitone dorati o uno smoking dalle linee loose.

Tra maglioni e giacche bar con frange, rielaborazioni del vintage e new formal. Molto protagonista di Saltburn con Jacob Elordi, ma anche un character-meteora che sfreccia nella pagine dei primi libri di Bret Easton Ellis. Che amerebbe stare sempre in pijama come l’artista Julian Schabel. «Credo che l’idea di moda maschile come look totemico stia cambiando», ha spiegato a MFF lo stesso Jonathan Anderson, che ha scelto di sfilare al Musée Nissim de Camondo, tra gli interni stuccati e le sedute nel giardino, «abbiamo lavorato sull’idea di costruire un abito partendo da un pigiama. Oppure di rompere le regole, con paillettes sparse ovunque, applicate sul denim. Ho amici con figli adolescenti. Soprattutto a Londra vedo nascere un nuovo movimento. I ragazzi tornano a uscire. Lo vedi nei sobborghi e in centro città. Lo vedo sulla Senna alle sette del mattino. Qualcosa sta cambiando. I ragazzi si vestono bene, mescolano stili diversi. Possono indossare una sneaker e abbinarla a qualcosa di molto diverso».

E il messaggio estetico è chiaro, molta libertà negli abbinamenti. Scarpe con ricami floreali in punta, jeans destroy e poi riassemblati con applicazioni, papillon dalla notte scorsa e giacche svuotate dell’inizio. Perché la silhouette si costruisce e cresce strada facendo, dal leggero fino al mondo di mostrine napoleoniche, maglioni triccottati e inserti di montone nelle giacche. Per un’estate con un brivido di freddo, d’altronde i rampolli Dior non hanno segni di abbronzatura, hanno quella carnagione vampira bianca come il latte, di chi non vede mai il sole. Perché preferiscono il party time notturno.

Giudizio. L’idea di un rampollo aristocratico piace, bello immaginare il film in cui è protagonista, i luoghi che frequenta, la sua anima vanitosa. E la collezione segue questo mutare di suggestioni, spazia dalla leggerezza iniziale a una serie di capi precisi, dalle grandi lavorazioni materiche, potenti nella preziosità. (riproduzione riservata)
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