TrendDilara tra le revenant seducenti alla London fashion week
La stilista turca strega con uno show gotico alla Ironmongers’ hall. Tra tocchi fetish e immaginario da dark legend

Un’ora e un quarto di attesa. Ma quando le luci calano, la magia è immediata. Per la sua nuova collezione Dilara Findikoglu sceglie Ironmongers’ hall, la sede della Worshipful company of ironmongers, una delle Great twelve livery companies della City di Londra. Un edificio gotico-elisabettiano ricostruito nel 1925 in Aldersgate street dopo la distruzione della sede precedente durante la Prima guerra mondiale: pannellature in legno scuro, stemmi araldici, lampadari in ferro battuto. Un luogo che sembra fatto apposta per una messa nera couture.
La collezione mette in scena revenant seducenti che attraversano la hall come apparizioni: bustier in velluto, corsetti vittoriani che scolpiscono il torso, mantelli foderati di metallo, tuniche che sembrano uscite da un boudoir settecentesco. Stivali altissimi, guanti cerimoniali e gioielli-talismano completano figure che oscillano tra strega e aristocratica, medium e guerriera. A sorpresa, lo show si chiude con Naomi Campbell in total black, scultorea e ipnotica, e Amelia Gray in total red, quasi una sacerdotessa dionisiaca. Il colpo di scena amplifica il senso di teatralità e rende la chiusura memorabile.

I pochi fortunati che accedono al backstage al piano superiore vengono sopraffatti dalla carta da parati tessuta con motivi quattrocenteschi e dalle volte stuccate, animate da personaggi che sembrano usciti da racconti gotici. Fanciulle con harness sulla bocca, metallo che pende dalle ciglia e rami intrecciati tra i capelli creano una dimensione parallela al défilé, più installazione che retroscena. La palette va dal nero inchiostro al cremisi sacrificale, con bagliori d’oro e rame che riflettono la luce delle vetrate. La musica è grave, quasi liturgica, e accompagna un défilé che assomiglia più a un rituale iniziatico che a una presentazione stagionale.
Cresciuta a Istanbul in un contesto islamico conservatore, Dilara Findikoglu ha trovato nella storia antica, nella mitologia classica e nell’occultismo un rifugio e un arsenale di immagini. Trasferitasi a Londra, ha trasformato questo bagaglio in moda radicale, lontana dall’algoritmo e vicina al rito.
Giudizio. In un’epoca in cui la moda rincorre la viralità, lei costruisce incantesimi. Non è nostalgia ma potenza contemporanea, tra artigianato, memoria storica e un’idea politica del corpo femminile come spazio di potere. Ancora una volta la designer turca conferma di essere l’high priestess del fashion system indipendente londinese, capace di trasformare l’oscurità in spettacolo e la moda in rito. Lo show più sognante sinora della London fashion week. (riproduzione riservata)