TrendDhruv Kapoor rilegge le tradizioni indiane
In un mix di suoni ipnotici, i modelli camminano a piedi nudi su una passerella fatta di sabbia. Le silhouette vengono scomposte, distorte, ricomposte. E le cromie s’ispirano ai Veda
Sulle note di Aïsha Devi, artista svizzero-nepalese, la sfilata di Dhruv Kapoor si impregna di frequenze ipnotiche, trasformando lo spazio in una vibrazione collettiva. Vista e suono si intrecciano in illusioni tangibili e atmosfere udibili. Per la primavera-estate 2026, lo stilista scava nelle radici e nelle memorie. «Foundations & futures» è una dichiarazione. Ciò che era intimo e segreto, quasi proibito, sottovesti, canotte, lingerie, diventa outerwear. La modestia diventa così ribellione, i modelli camminano a piedi nudi su una passerella fatta di sabbia. Il percorso è duplice, un recupero e insieme un rilancio. Kapoor fa convergere il tempo, passato, presente, futuro, in strutture nuove, dove l’archetipo non è nostalgia ma materia. Così le silhouette legate alla tradizione indiana vengono scomposte, distorte, ricomposte, come giacca bandhgala. Architetture mobili che superano il concetto di «abito», mentre la palette cromatica si ispira ai Veda che tracciano coordinate tra corpo e universo trasformando le cromie in rituali.
Giudizio. Ma il discorso si amplia oltre il tessuto. Con Paloceras, maison di occhialeria di Helsinki, Dhruv Kapoor traduce l’immateriale del digitale in sculture visive ready to wear, che alterano la percezione stessa di chi guarda. (riproduzione riservata)