TrendDemna diventa fotografo per la pre-fall 2026 di Gucci
Prosegue l’esplorazione dei codici d’archivio e visivi della doppia G da parte del direttore creativo. Che scatta direttamente i 58 look con occhio di bue alla Tom Ford maniera, per una sfilata che non ha mai avuto luogo

Occhio di bue come alle sfilate Tom Ford per Gucci anni 90 e 2000. Demna diventa fotografo per la pre-fall 2026 della doppia G, la sua prima da quando è diventato direttore creativo della maison del gruppo Kering. Generation Gucci, questo il nome della collezione, continua l’esplorazione dei codici d’archivio e visivi del brand alla Demna maniera, con lo stratagemma di una sfilata che non ha mai avuto luogo, già caro al designer georgiano fin dai tempi di Balenciaga. Il filo rosso è l’unione di diverse generazioni di prodotti e immagini in un’unica narrazione estetica, composta da 58 uscite, in un’ulteriore anticipazione, dopo lo short movie svelato a settembre assieme alla collezione La famiglia, della visione del creative director per Gucci, che sarà rivelata compiutamente alla Milano fashion week del prossimo febbraio.

I look si aprono con un tailoring leggero in faille di seta d’archivio, che simula una sensazione al tatto di tessuto invecchiato. Rinunciando ai bottoni, l’abbigliamento sartoriale femminile si chiude con fermagli minimal, tailleur a due pezzi con pantaloni aderenti come leggings e pencil skirt. I jeans minimal svelano una costruzione senza cuciture, tasche invisibili e chiusure nascoste. Completi da viaggio raffinati in seta offrono il comfort di pigiami, mentre le mute da surf ispirano le linee di un dolcevita tecnico e di una giacca di pelle aderente, secondo il clash di riferimenti caro a Demna. I cappotti testurizzati hanno la leggerezza e la comodità di un peignoir, mentre il partywear si ispira all’intimo.

Reimmaginando i codici di Gucci degli anni 70 e 90, le giacche racer hanno una striscia Web e le cinture debuttano con una nuova interpretazione della fibbia con la doppia G, affiancate da look in pelle e suede dalla testa ai piedi e completi in seta stampata a tema equestre ispirati ai foulard d’archivio. Anche la borsa Jackie 1961 viene reinterpretata in una forma regolare compatta o ammorbidita, e la Dionysus, tra i primi modelli inventati da Alessandro Michele, assume una nuova forma angolare e una silhouette più audace. (riproduzione riservata)