TrendDee mitologiche à la Yamamoto
Nell’epopea eroica di Yohji Yamamoto ci sono Diane cacciatrici, Minerve, Proserpine. Ci sono Erinni con abiti stracciati e capelli scompigliati. Sono tutte, a loro modo, delle Veneri. Una bellezza fulgida e solenne si sprigiona da questi look dai volumi scomposti. Abiti frantumati, schegge di tessuto che cucite insieme sfoderano un patchwork di pizzi, plissé e trine. Giochi di forbici e di ago e filo su una trama nera nella quale si infiltrano guizzi scarlatti e pennellate crema.
La chitarra acustica lascia per una volta il posto al piano. Cullati da questa onda sonora i movimenti si fanno più slow. Solo alla fine gli assoli rock sottolineano una carrellata di abiti rossi dalle vibe elettriche. Ai piedi, ciabattine infradito di stampo nipponico o stivaletti scamosciati. Che non emettono suoni quando toccano terra. E anche il designer entra a fine show senza rumore, sulla punta dei piedi.
Giudizio. Creazioni composite fatte di schiuma e di luce accompagnate in passerella da Bach. Con Yamamoto si ha l’impressione di toccare l’infinito.(riproduzione riservata)