TrendVampire sexy per Blumarine
Atmosfera gotica e romanticismo notturno per la seconda prova di David Koma, tra farfalle, libellule e ricami. E il flou si trasforma in un linguaggio seduttivo. Tommaso Palazzi
Una pioggia insistente accompagna l’arrivo all’attesissima seconda prova di Blumarine firmata David Koma. L’appuntamento è in via Vivaio, in un palazzo dal cortile colonnato che sa di Milano segreta. Qui l’atmosfera si carica di attesa e profumi nuovi, tra installazioni nere che evocano campane e sculture contemporanee.«Con il mio team ci siamo molto divertiti a immaginare la moglie del vampiro ma adattata al gusto delle belle donne italiane», spiega nel backstage Koma con gli inseparabili occhiali neri anche se siamo in piena mattina. Il dark romanticism è il crepuscolo della mente, un gioco sottile tra grazia e oscurità. La s-s 2026 trasforma questa tensione in un racconto fantasy-pop che guarda alla letteratura gotica e alle storie d’amore.

Il romanticismo iconico della maison si arricchisce di un fascino notturno, farfalle e libellule diventano emblemi simbolici, intrecciati in tutta la collezione con tecniche diverse. La missione è chiara, rendere dolce il cupo e cupo il dolce, disegnando una femminilità sfaccettata e magnetica. Il crescendo teatrale si ritrova nelle gonne in taffetà e pizzo foderate di plissé soleil, nelle farfalle tridimensionali in movimento come nuvole di fumo e nei ricami multicolore su tulle e georgette. Un abito nero con top in georgette e pizzo ricamato a perline evoca la spina dorsale di un insetto, mentre la gonna in tulle ospita farfalle, libellule e ragni. Il lessico accessorio esaspera il contrasto. Reggiseni e plastron in metallo diventano sculture addosso al corpo. Ai piedi, décolleté slingback e sandali stiletto in satin lucido, punte circolari, charms e cristalli a forma di scarabei, ragni e farfalle.

Giudizio. La seconda volta di Koma conferma l’ottima scelta dell’imprenditore Marco Marchi. Affidare al designer amato dalle star il rilancio del brand fondato da Anna Molinari sembra essere la scelta giusta. Lo confermano i riconoscibili insetti di metallo e tanti altri dettagli che rendono il brand appetibile e i pezzi identificabili senza urlare il logo. (riproduzione riservata)