TrendDa Antoine Arnault a Fedez, Vetements torna hype alla Paris fashion week
Da Antoine Arnault a Cher, un parterre di grandi nomi si raduna per la prova di Guram Gvasalia, assente da Parigi dal 2022. Chs porta un guardaroba ingigantito di Instagram opportunities. Sfilano Georgina Rodriguez e Marcia Cross
Cher sorride accanto a Tyga. C’è, a sorpresa, Antoine Arnault. Tommy Cash come un giga palloncino di latex tra Julia Fox e Michèle Lamy. E Olivier Rousteing. C’è anche Fedez tra gli ospiti del ritorno più atteso della Paris fashion week. E Willow Smith e Noah Cyrus. Per «lo show di Vetements che stavate aspettando da 10 anni», tuona su Instagram Guram Gvasalia, oggi al timone in solo del brand fondato con il fratello Demna, che ora guida Balenciaga.
«Lo show più Vetements di sempre», annuncia tranchant mentre compare nel pre-runway accogliendo gli ospiti in quella rete di fasci infuocati come un reticolo di sicurezza a infrarossi. Il défilé che segna il comeback nella Ville lumière, dove il marchio è assente da luglio 2022 (mentre Gvasalia era presente più o meno come guest a ogni sfilata), è già «big thing». Si scoprirà letteralmente. Parte il countdown, il basso della cassa risuona dritto nel cuore. Apre Natalia Vodianova, seguita da Alexander Edwards, legato a Cher che siede in front row.
Tutto è ingigantito, roboante, amplificato. Allora da «grande cosa», diventa «the bigger, the better». Spalle enormi, oltre ogni accezione di imponente. T-shirt e capospalla percorsi da tubi imbottiti che rendono le maniche circolari e potenti, quasi atterriscono, protettive come armature. I tessuti sono rigidi, stropicciati, croccanti e craccati. I jeans e gli sweatpants si allungano in una maxi coda. I claim sono ironici al limite del tagliente, del provocatorio. «I’m retired. (This is as dressed up as I get)», recita un vestito di felpa di taglie oltre-umane.
Georgina Rodríguez entra con un abito-maglia da calcio autografata dal marito Cristiano Ronaldo. Davanti la firma del campione, dietro la dedica a mano, «For the love of my life». Il logo di South Park, quella scritta «Vetements.com» alla maniera di Pornhub. Orsacchiotti che impilati e ammassati danno forma a un vero teddy coat, gli insights rivelano creato con Jean-Charles de Castelbajac. Gli strass di Juicy couture, apoteosi del cattivo gusto anni Duemila. Poi un tripudio di cristalli disseminati ovunque come pavé. E chiude Marcia Cross, aka Bree Van de Kamp di Desperate housewives. Lungo abito vermiglio, tempestato di rhinestone. Non così disperata, per niente casalinga. (riproduzione riservata)