TrendDa A$ap Rocky a Jil Sander, ecco chi sono i dieci talent di Moncler Genius
I creativi e i designer locali e internazionali, chiamati per l’ultima edizione del progetto del marchio di Remo Ruffini, hanno portato in scena a Shanghai le loro collezioni realizzate per l’occasione. Dalle linee minimaliste sviluppate dalla griffe di Otb a quelle future sportswear del rapper Usa, passando per quelle di Rick Owens o la prima auto Mercedes-Benz in co-lab con Moncler disegnata da Nigo

«The city of Genius è la dimostrazione di come la creatività si esprima al suo massimo quando i confini svaniscono, consentendo a mondi e contesti culturali diversi di ispirarsi a vicenda, per creare insieme qualcosa di nuovo». Così descrive l’ultimo capitolo del progetto Moncler Genius, il presidente e ceo del gruppo, Remo Ruffini, andato in scena sabato 19 ottobre a Shanghai, in chiusura della fashion week della metropoli. Protagoniste le collezioni Genius dei dieci creativi scelti per questa edizione, dal fashion editor Edward Enninful al musicista giapponese Hiroshi Fujiwara, passando per l’attore americano Donald Glover, l’artista cinese Lulu Li, la visione Mercedes-Benz by il creative director di Kenzo, Nigo, Francesco Ragazzi con la sua label Palm Angels, il rapper A$ap Rocky fino alla poliedrica Willow Smith e alle partecipazioni di Rick Owens e di Lucie e Luke Meier di Jil Sander.
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In linea con l’intento con cui il progetto era nato nel 2018, rinnovare il Dna del marchio ammiraglio del gruppo attraverso co-lab e commistioni creative, l’evento ha infatti anche quest’anno riunito creativi locali e internazionali e provenienti da backgroud artistici differenti, in unico spazio, fisico e creativo, condiviso. Punto di partenza in comune per i talent, interpretare il mix di innovazione e tradizione della metropoli asiatica, ognuno con la propria sensibilità e il proprio output creativo distintivo. Ad ospitare i risultati finali, le collezioni Genius, il Cssc pavillon, storico cantiere navale affacciato sul fiume Huangpu. Quest’ultimo, 30 mila metri quadrati di location, ha ospitato celeb da Rihanna a Anne Hathaway e Naomi Campbell, e si è trasformato in un percorso tra i «quartieri» costruiti dalle sensibilità di ognuno dei partecipanti. Lanciate nel
corso del 2024 e del 2025, a partire dal 24 ottobre con Moncler x Lulu Li, ecco tutte le caratteristiche delle dieci collezioni sviluppate dai guest.
The City of Genius by Edward Enninful

Si intitola Where we survive the elements, la collezione dall’allure futurista sviluppata da Edward Enninful, fashion editor e stilista britannico nato in Ghana, che all’età di 18 anni ha iniziato la sua carriera lanciando in carica come fashion director la celebre rivista di moda britannica i-D. Per la linea, il creativo ha immaginato un futuro in cui la moda è sia protezione sia comfort. Un’idea dalla quale ha costruito un guardaroba di dieci look, pensati per affrontare ogni condizione climatica, come tempeste di sabbia, di neve e di vento. Ed ecco layering, funzionalità ed eleganza che caratterizzano i capi proposti in diverse texture nella tonalità del nero, pensati per fashion nomads. Non a caso, la scenografia futuristica ricorda una stazione meteorologica sospesa nel tempo e avvolta dagli elementi della natura. Lo spazio, ricoperto da specchi, ha permesso al pubblico di sperimentare in un’esperienza multisensoriale le condizioni estreme della natura, dalle dune di sabbia bruciate dal sole a un enorme ghiacciaio.
The City of Genius by Hiroshi Fujiwara

L’idea di moda di Hiroshi Fujiwara, uno dei primi Dj hip hop in Giappone, è minimalista. Where nothing means everything, non a caso, è il titolo della collezione. Ispirato dal tema delle acque tranquille e profonde, Moncler x Frgmt è un susseguirsi di sorprese nascoste, tra colorazioni reversibili, studiate fodere interne che reinterpretano i pezzi distintivi dell’outerwear Moncler in versioni più leggere e ripiegabili. Ma la visione fashion del musicista è anche fuga dall’ordinario, con gattini e coniglietti disegnati dallo studio di illustrazione coreano Nayeon & Rang che decorano gli item mentre giocano con citazioni di Nietzsche e Aristotele. Per la scenografia, Fujiwara ha chiamato a collaborare lo scultore britannico Richard Wilson RA, noto per realizzare opere caratterizzate da spazi illusori e percezioni uditive. Ed ecco che ha messo l'accento su una pavimentazione liquida, densa e nera riflettevano i capi sospesi in aria, trasformando lo spazio in una vera e propria opera d’arte capovolta, intitolata «Looking glass».
The City of Genius by Donald Glover

Attore, cantante, produttore discografico e regista, l’artista poliedrico Donald Glover, ha portato in scena a Shanghai un luogo a lui familiare direttamente dalla California, la sua Gilga farm, sede della sua società di produzione. Pensata come incubatrice di idee e lab creativo, l’headquarter di Glover ospita, oltre a spazi di registrazione e studi di montaggio, un ristorante, una chiesa e un vivace frutteto di arance, tutti luoghi avvolti in una luce calda e accogliente. Where Gilga Farm cultivates culture allora diventa il titolo della collezione, che compone un guardaroba competo per una vita come quella che si conduce nella sua factory, spaziando tra capi leggeri e giovanili, in una palette di colori come il pesca, il meringa, il blu brillante, il blu navy e l’arancio ruggine. I capospalla sono funzionali e con dettagli ricercati. Le giacche ispirate al workwear hanno colletti confortevoli, le camicie in suede e le giacche leggere presentano patch grafici di cartoni animati per infondere al look un tocco divertente e rilassato, che si ritrova anche negli accessori. L’allestimento non manca di richiamare al luogo d’ispirazione, ricostruendone una finta facciata, con altoparlanti inseriti che trasmettono radio Gilga, creando un’atmosfera sonora immersiva, mentre i modelli svelano la collezione da un palco sopraelevato nel centro del frutteto.
The City of Genius by Lulu Li

Where imagination becomes reality. Così intitola la sua collezione e descrive lo spazio che la ospita, l’artista cinese, Lulu Li. Nota per i suoi lavori con il tech e le possibilità creative generate dall’AI, la creativa per l’occasione ha dato vita a una manifestazione fisica e indossabile della sua immaginazione. La collezione è stata infatti creata «from bits to atoms», ovvero attraverso le esplorazioni dell’artista dell’intelligenza artificiale, traendo ispirazione da volumi digitali enfatizzati e riferimenti al minimalismo zen, filosofia che caratterizza la vita privata della creativa. La funzionalità ibrida, così come il profondo interesse per il workwear e il casualwear, diventano tratti fondamentali della collezione, che include una selezione di piumini, un gilet e capi per la città. L’allestimento diviene esperienza visiva, uno spazio ipnotico, restituito da specchi luminosi e riverberi di riflessi infiniti, che evecona ancora una volta il lavoro con gli effetti pixel dell’AI di Li.
The City of Genius by Mercedes-Benz and Nigo

Nella City of Genius affidata alla linea Mercedes-Benz by Nigo, motori e fashion non potevano non essere che i protagonisti. E la partnership tra Moncler e il marchio di auto, con l’apporto del creative director di Kenzo, arriva a un nuovo livello introducendo il primo veicolo acquistabile frutto della co-lab. Il designer ha infatti unito in un’unica performance, la collezione co-creata con Moncler e due nuove interpretazioni dell’auto G-class. Anzitutto, a guidare l’ispirazione creativa delle opere, il mondo estetico anni 80 e 90. Where the future is driven by the past, infatti, il nome del suo progetto. Sul fronte motori, la prima reinterpretazione dell’auto Mercedes, si è concretizzata in un’opera d'arte unica intitolata Project Mercedes-Benz G-class past II future. Questa reinterpreta il veicolo degli anni 90 sotto forma di installazione, in una fusione magistrale tra le texture morbide e imbottite di Moncler e le linee nette e pulite di Mercedes-Benz. Il veicolo acquistabile, invece, è stato sviluppato come evoluzione del distintivo fuori strada ispirato all’opera d’arte. L’auto, disponibile in edizione limitata, presenta il logo della collaborazione e la scritta Past II future. Sul lato fashion, la collezione di Nigo coniuga ancora una volta i codici essenziali dei tre brand, accelerandoli con la sua estetica street-style e proiettandone l’heritage in una direzione futuristica. La collezione che include t-shirt, felpe e giacche è arricchita da stampe e ricami che richiamano l’iconica auto, accanto a immagini di scenari di montagna. Il set, costruito come un una città su più livelli con un pavimento formato da uno schermo led, generava l'impressione surreale di camminare nel tempo.
The City of Genius by Palm Angels

Ritorna anche per Francesco Ragazzi di Palm Angels, il mondo dei motori. Che, ispirato dalla velocità e dal glamour delle corse automobilistiche, ha portato in scena la collezione Where retro racing goes full circle. Nel quartiere di Ragazzi, infatti, va in scena una collezione indossata dai piloti di un circuito di kart ricreato ad hoc per l’occasione, tra rombi di motori e odore di gomma bruciata, palme, il tutto avvolto dall’aura cinematografica di un set di Hollywood anni 70. Concepita come un guardaroba di uniformi per ambienti dinamici e veloci, la collezione di Ragazzi, fonde infatti l’iconografia vintage e le influenze college americane con le vibrazioni delle gare automobilistiche italiane. Per la palette colori, metallici brillanti, rossi, blu e gialli vivaci, oltre ai toni eleganti del nero e bordeaux. Il pubblico posizionato lungo il circuito ha assistito allo spettacolo mentre alcuni ospiti selezionati sono stati invitati a guidare i go-kart per vivere l'emozione della corsa in prima persona.
The City of Genius by A$ap Rocky

Gli ospiti sono stati trasportati in un paesaggio futuristico all’aperto quando hanno raggiunto la zona dedicata ad A$ap Rocky. E partito dal legame con la montagna di Moncler, il rapper americano, che per la sua collezione Where retro ski meets future sound, ha poi mixato dettagli ispirati al motociclismo e all’universo biker. Sui capi compaiono infatti spalle rinforzate, ginocchiere e toppe sui gomiti. E ancora, gilet con imbottiture importanti, guanti da guida e cappelli trapper simili ai caschi, reinterpretano il legame con le alte latitudini di Moncler con trapuntature audaci e nelle silhouette over in una palette di rossi, blu e gialli, enfatizzati da accenti di verde, arancio, avorio e nero. Il tutto in un lounge pit che si estendeva fino a uno schermo con proiezioni di immagini reali e altre generate dall’AI. Al centro del set color argento, ispirato al Dna alpino di Moncler, una consolle multifunzionale trasmette la colonna sonora aggiungendo una dimensione sensoriale all'esperienza. Le stampe grafiche sugli items intanto rimandavano all'agenzia creativa del designer, Awge, con cui ha da poco debuttato sui catwalk parigini, così come richiamavano al suo atteso quarto album Don’t be dumb.
The City of Genius by Willow Smith

Where we wake up to a new beginning è il titolo del concept di partenza di Willow Smith. L’attrice, musicista e produttrice discografica americana, con la sua collezione, invita il pubblico a esplorare un giardino post apocalittico, simbolo di un ritorno a una natura rigogliosa che coesiste in armonia con l’uomo. Un invito che, sotto forma di capi moda, ha portato la creativa alla creazione di item per la montagna ma con richiami alla città, in particolare al mondo del clubbing. Ecco che capospalla importanti e voluminosi e abiti aderenti sembrano quasi un’armatura metropolitana sensuale in cui l’aderenza dei capi sul corpo è bilanciata da gusci resistenti e protettivi. A fare da cornice alle creazioni, un set come un villaggio abbandonato riconquistato dalla crescita spontanea, in un atmosfera cupa stemperata e attenuata da una palette di sfumature verdi che richiama l’idea di un’oasi urbana. La vegetazione cresce in luoghi inaspettati per rappresentare guarigione, sostegno e rinascita. Lo spazio è incorniciato da motivi ispirati alle forme circolari che attraversano la collezione, interamente sviluppata nei toni del bianco e nero
The City of Genius by Rick Owens

Un ambiente suggestivo ospita una struttura in acciaio che resisterebbe a ogni condizione atmosferica. Si tratta del «rifugio di montagna» di Rick Owens, Where fashion meets architecture, come cita il titolo della sua collezione. È un rifugio a basso consumo energetico, disconnesso e isolato, avvolto da luci grafiche, fumo e nebbia. Il design futuristico della struttura e la sua finalità protettiva rispecchiano lo spirito della collezione, che immagina un mondo in cui moda, funzione ed estetica possono coesistere in armonia. Una collezione che è evoluzione naturale delle precedenti creazioni del designer per Moncler, un bus e una sleeping pod. Moncler x Rick Owens propone ora una fusione sofisticata e sovversiva dei codici del brand, mettendo in risalto le trapuntature distintive sui piumini oversize, sulle flight jacket, sulle ampie tuniche e sulle mantelle in texture lucenti nei toni del nero, polvere e bianco.
The City of Genius by Jil Sander

Where humans and nature connect è il posto, o meglio dire il mezzo moda per raggiungerlo, creato dai direttori creativi di Jil Sander, Lucie e Luke Meier, per la loro prima collezione realizzata per Genius. Un loop apparentemente infinito di modelli cammina in uno spazio circolare, luminoso e immacolato, incorniciato da un lucernario suggestivo e pareti hi-tech curve a 360 gradi che raffigurano la bellezza della natura. Un luogo volutamente estraneo dalla caoticità del mondo reale per fermarsi e concedersi un respiro purificante. Leggeri come respiri sono anche le forme rotone e morbide dei capi, ispirate dal volume e dalla leggerezza dei piumini trapuntati e delle silhouette avvolgenti di Moncler. I Meier declinano infatti il loro linguaggio minimalista, ormai distintivo per il focus su texture evocative e purezza delle forme, intrecciandolo con le origini alpine di Moncler. Texture e materiali naturali sono reinterpretati con ingegno, con un effetto shearling realizzato in lana, piume realizzate in carta, volumi generati da grandi cerchi in tessuto imbottito. Anche il logo Moncler appare come un gioiello applicato sui capi come chiusura o decorazione. (riproduzione riservata)